Bruno Morchio – Voci nel silenzio

503

Editore Garzanti / Collana Narratori Moderni
Anno 2020
Genere Noir
192 pagine – rilegato e epub


La pandemia è nell’aria, in questo bel romanzo di Bruno Morchio, ma è meno potente della nostalgia, dei ricordi, delle occasioni perdute e degli errori commessi in gioventù. Però c’è e condiziona la vita di Bacci Pagano, investigatore privato dall’umanità prorompente, impedendogli di uscire di casa e costringendolo, come capita a tutti noi, di “lavorare da casa”.
Non può nemmeno incontrare Giulia, la maestra elementare con la quale ha da poco iniziato una relazione sentimentale con la quale ha iniziato un gioco, una sorta di “telesesso” con risvolti a volte divertenti. Ma la parte del leone, in questa storia, la fanno i ricordi. La giovane Lara, figlia di Giuseppe Bartoli, ex brigatista, ex cliente di Bacci, ex molte altre cose che non si possono dire, interpella Bacci per dirgli che il padre, morto di recente, ha lasciato una lettera per lui. Lei non ne conosce il contenuto, perché queste erano le condizioni imposte dal genitore, quindi non sa di cosa si tratti. Sarà proprio attraverso questa lettera, che poco per volta Morchio ci rivela, a riportarci indietro di vent’anni. Per Bacci Pagano iniziano così i ricordi, perché per adempiere a ciò che Bartoli gli chiede nella lettera, dovrà ricostruire una parte dolorosa della sua vita, ritrovare affetti persi nella nebbia del tempo e ripensare alle proprie azioni.

Non è un’autocritica, quella di Bacci. È piuttosto un viaggio nostalgico in un passato nel quale era difficile capire da che parta stavano le persone e, soprattutto, dove fosse finita la giustizia. Un flash-back, come si dice al cine, vera e propria girandola di ricordi, sensazioni, momenti belli e brutti, attraverso i quali l’investigatore cercherà di riportare alla luce eventi dimenticati per ricostruire un presente incerto, nel quale scoprirà di non saper bene come muoversi. Tra un piatto di pesce e l’altro, diversi bicchieri di vino, ricerche su Internet, telefonate e videochiamate, con l’aiuto dell’amico Totò Pertusiello, saggio poliziotto in pensione e sorta di grillo parlante, riuscirà a riannodare i fili di storie successe tanti anni prima tra l’Italia e il Sud America. Storie pesanti e vaghe, ideali polverosi, eventi che fanno ormai parte del passato di tutti noi.

La scrittura di Morchio è limpida, intrigante, la sua profonda cultura arricchisce la trama e riesce a coinvolgere il lettore in un mondo che non pare più astratto, dove la realtà e la fantasia si mescolano in una lirica malinconica che ben racconta il cammino che il nostro paese ha fatto per arrivare al punto in cui siamo. Le incertezze di Bacci sono le nostre incertezze, il suo desiderio di verità e di giustizia è smussato soltanto dalla profonda umanità che lo porta a doversi confrontare perfino con la propria etica.
Bacci Pagano esce da questa storia rivelando, a noi lettori che lo conosciamo bene, un personaggio profondo, introspettivo, un uomo capace di vedere il senso nascosto delle cose e capire quale sia il giusto punto d’arrivo. Anche se a volte il percorso per arrivarci lo allontana dai suoi stessi principi.

Enrico Pandiani


Lo scrittore:
Bruno Morchio vive a Genova, dove lavora come psicologo e psicoterapeuta; ha pubblicato articoli su riviste di letteratura, psicologia e psicoanalisi. Il suo romanzo Il profumo delle bugie è stato Premio Selezione Bancarella 2013. È autore di altri undici libri che hanno per protagonista l’investigatore privato Bacci Pagano.