Giorgio Ballario – Niente di personale

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Editore Edizioni del Capricorno
Collana Piemonte in Noir
Anno 2021
Genere Noir
260 pagine – copertina flessibile


Mentre nel giugno del 1990 si respira l’aria dei Mondiali di calcio, a Torino Dante Finazzi, cinquant’anni, professione killer, riceve un nuovo incarico: lui è il migliore, un cane sciolto che ha un metodo a prova di errore, affinato negli anni; un professionista che non ha mai un problema, non sbaglia e non lascia tracce dietro di sé. Questa volta però si trova di fronte a un caso particolare e prova una strana inquietudine, non solo perché, per la prima volta, la vittima designata è una donna ma anche per il fatto che sta meditando di ritirarsi, mollare tutto e cominciare una nuova vita in Sudamerica. Finazzi inizia la caccia e osserva da vicino Petra König, affitta una stanza di fronte alla casa della donna, la spia, la fotografa giorno e notte, la segue. Entra nella sua vita e nelle sue abitudini senza essere visto fino a restarne pericolosamente affascinato eppure “la distanza da qualsiasi forma di coinvolgimento diretto era appunto una delle sue prerogative, che nessuno aveva mai messo in discussione. Niente di personale era sempre stato il suo motto”. Cosa sta succedendo al protagonista e perché il committente, per la prima volta, gli sta con il fiato sul collo?

“Niente di personale” è un libro diverso, fuori dagli schemi: seguiamo le indagini, gli appostamenti e la raccolta di indizi non dalla parte degli inquirenti, ma da quella del killer: entriamo nella sua routine, studiamo il suo modo di ragionare e di collezionare più elementi possibili sulla vittima per poter scegliere il momento migliore per agire. Siamo quindi di fronte a un punto di vista completamente ribaltato: il lettore non è sulle tracce dell’assassino, lo conosce, e per certi versi impara anche a vivere la solitudine di quest’uomo, l’assenza di legami e affetti, la sua esistenza e condizione di invisibile.
La descrizione accurata di Torino è un vero e proprio piacevole viaggio all’interno della città, l’aria di festa per l’evento calcistico è contrapposta con forza al disagio interiore di Finazzi e rende le pagine dense di quell’atmosfera fosca tipica del noir, velata di incertezza e in cui la realtà è spesso ingannevole. Anche la scelta di ambientare la storia nel 1990 contribuisce a rendere il clima particolare: l’autore ci fa tornare indietro in un tempo nel quale non esistevano cellulari, ausili tecnologici, né internet alla portata di tutti. La base sulla quale il killer costruisce il suo piano è costituita solo da una fotografia e un indirizzo e mi è piaciuto molto vivere un’investigazione alla vecchia maniera.
La domenica di Argentina-Brasile, che si gioca al Delle Alpi, è il giorno stabilito per chiudere. La Walther PPK di Dante Finazzi è pronta. A voi scoprire cosa accadrà!

Francesca Mancini


Lo scrittore:
Giorgio Ballario è nato a Torino, è giornalista e lavora a La Stampa. Ha pubblicato racconti in svariate antologie giallo-noir e nove romanzi tra cui, per Edizioni del Capricorno, Il destino dell’avvoltoio (2017), Torino non è Buenos Aires (2020), Morire è un attimo, Una donna di troppo, Le rose di Axum, Le nebbie di Massaua e Intrigo ad Asmara (2020), gli ultimi cinque appartenenti al ciclo del maggiore Morosini. Con Vita spericolata di Albert Spaggiari, biografia di un famoso ladro francese degli anni Settanta (2016), è stato finalista al Premio Acqui Storia. Fuori dal coro (2017) è una galleria di personaggi irregolari e controcorrente del Novecento. È tra i fondatori di Torinoir, sodalizio di scrittori torinesi malati di noir.