Susan Allott – Una vita migliore

445

Editore HarperCollins Italia
Anno 2021
Genere Thriller
352 pagine – brossura e epub
Traduzione di Ilaria Katerinov


“Isla Green è una donna la cui vita è colata a picco, che si sta rialzando, che deve stare attenta.”

Il silenzio non è sempre d’oro. Il silenzio è un tema molto importante per questo libro in cui l’autrice ci parla di un certo tipo di oblio di stato, praticato su scala nazionale attorno al fenomeno della Generazione rubata in Australia e più in generale sulla storia dei popoli nativi australiani. Il silenzio permette di negare l’esistenza di eventi di cui non vorremmo essere considerati responsabili, ma non dura per sempre e prima o poi si è chiamati a farci i conti. Questo è il primo messaggio che ci vuole trasmettere Susan Allott con il suo romanzo.

Gli altri due sono lo studio dell’impatto a lungo termine di eventi traumatici vissuti durante l’infanzia e l’approfondimento su una parte vergognosa della storia dell’Australia. Come apprendiamo da una nota dell’autrice alla fine: “Le persone appartenenti alla popolazione aborigena e gli abitanti delle isole dello Stretto di Torres in Australia, forzatamente allontanate dalle loro famiglie nel periodo tra il 1919 e il 1970, sono note come la Generazione rubata. Nessuno sa esattamente quanti bambini aborigeni siano stati portati via dalle loro famiglie in quell’arco di tempo.” Teoricamente, l’allontanamento dei bambini indigeni dai loro genitori è stato il tentativo della Gran Bretagna coloniale di migliorare le loro condizioni di vita. Ma in pratica, i bambini sono stati rubati da case amorevoli e portati in istituzioni che li hanno addestrati a lavorare per i bianchi. Abusi, crudeltà e disumanità hanno riempito le loro nuove vite.

Il racconto si sviluppa su due piani temporali distinti: il 1997, l’anno in cui la protagonista Isla torna a casa dei genitori, e il 1967, quello della scomparsa di Mandy. Ma per stessa ammissione dell’autrice il romanzo era stato inizialmente ambientato tutto nel 1967 e scritto seguendo il punto di vista di Louisa, la mamma di Isla. Le seguenti modifiche sono state merito dei lettori test che dicevano che la parte che si svolgeva in Australia era suggestiva e coinvolgente, mentre quella inglese funzionava meno. Questa scelta ha conferito al romanzo la profondità e il senso di mistero che mancavano e ha aiutato a espandere le possibilità del tema della memoria e approfondire il modo in cui portiamo con noi i traumi delle passate generazioni.

Nessun personaggio è immune ai problemi degli altri. Isla e suo fratello Scott sono influenzati nell’età adulta dai problemi dei loro genitori. I problemi di Isla con l’alcol feriscono i suoi cari e le pesano, come dimostrato durante una visita a casa di suo fratello.

“Percepisce il suo disgusto. Non ha il coraggio di guardarlo negli occhi. È sporca e inutile in quella casa luminosa e pulita.”

Con questi commoventi episodi, “Una vita migliore” porta i lettori nel mezzo delle vicende di due famiglie che lottano per sopravvivere ai loro errori e desideri, raccontando ai lettori della missione immorale dell’Australia di integrare i bambini aborigeni nella società prospera e morale. È una storia sulla solitudine, sul desiderio e il perdono, una storia sull’atroce rapimento dei bambini aborigeni in Australia e sui suoi corollari intergenerazionali.
Un romanzo da leggere non solo per svago.

Andrea Novelli


La scrittrice:
Troverete la biografia di Susan Allott al sito: https://www.susanallott.com/author