Fabrizio Borgio – Panni sporchi per Martinengo

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Editore Fratelli Frilli
Anno 2021
Genere Noir
224 pagine – brossura e epub


“Estati splendenti di sole vivido, l’aria tiepida che sapeva d’erba tagliata e pigolar di rondini tra un tetto e l’altro.
Semplice poesia agreste che toccava in lui corde antiche”.

Eccoci di nuovo nelle Langhe, fra la geometria perfetta dei vigneti a perdita d’occhio; profumo di vino, di mosto; rumore di trattori che percorrono instancabili questi terreni; vociare di manovali che lavorano nei filari.
Ed ecco, ancora, il già noto ispettore Giorgio Martinengo, che si muove per i suoi casi in territorio conosciuto.
In questa storia, però, essendo coinvolta la sua famiglia, la situazione si presenta subito più complicata del previsto.
Si dice che i panni sporchi si lavino in famiglia, ma stavolta i panni del clan Martinengo sono particolarmente bisognosi di…candeggiante!

Tutto ha inizio con un pranzo di Natale, che già in condizioni normali non è l’aspirazione massima di Giorgio Martinengo.
La “magna”(zia) Luisa gli chiede in via del tutto confidenziale di indagare sul patrimonio del marito Livio Baudino. Questi, infatti, ha messo in una clinica di lusso per malati mentali lo zio matto Betesio, accollandosene la spesa non indifferente; non solo, ma continua a condurre una vita dispendiosa, macchina costosa e altro ancora senza intaccare i beni di famiglia.
E’ lecito per la donna domandarsi da dove provenga tutto quel denaro.
Qui bisogna scavare nei fatti privatissimi della famiglia, e allora per Giorgio si pone il dilemma: proseguire nella ricerca, rischiando gli affetti familiari, o compiere il proprio dovere fino in fondo, senza guardare in faccia alcuno?
La seconda è la sua scelta.

Ma, appena si accinge all’indagine, gli viene affidato un altro incarico: una ditta che si occupa di bibite analcoliche derivate dal mosto non fermentato – nuove prospettive nel mercato delle bevande “alternative” – gli chiede di indagare su una possibile fuga di notizie verso una ditta concorrente.
Peccato che il nesso, se così si può chiamare, fra le due ditte sia la bella e ambigua Melissa Pozzo, cognata di Livio Baudino!
Ma non è ancora abbastanza complicata la faccenda: Alessandro, il marito di Melissa gli affida, segretamente, l’incarico di seguire i movimenti della donna, certo che lo tradisca.
Giorgio Martinengo si trova così coinvolto in un tourbillon di faccende familiari, che deve seguire su binari diversi, benché in un certo senso siano strettamente intrecciati!
Non sarà così semplice arrivare al bandolo delle tre matasse, ma Martinengo ce la farà, tra appostamenti, scoperte, sorprese.

Bella storia, intrigante al punto giusto.
Una scrittura asciutta e piacevole, condita con termini dialettali che a me hanno ricordato vagamente lo stile di Camilleri ( forse perché lo amo?), ma mantenendo una sua precisa connotazione. Descrizioni struggenti del paesaggio langarolo (sono di parte, lo ammetto), che danno alla storia uno spessore speciale.
“Rimase fermo e silenzioso, per minuti dimentico di tutto, la vista cullata dall’immenso mare di terra ondulata che aveva risvegliato il senso del mito in Pavese, la resistenza di Fenoglio. Si riempì le orecchie del silenzio della Langa, del vento lieve che gli soffiava sul viso un’idea di mare, e se ne lasciò cullare, vecchio bambino vezzeggiato da un’antica madre”.
Che cos’è questa descrizione, se non poesia pura? Se non amore per la sua terra?
Un bel noir, che sarà certo apprezzato non solo dai ”langaroli” come la sottoscritta, ma da tutti i lettori che amano vicende coinvolgenti, scritte con ottimo stile.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Fabrizio Borgio è nato ad Asti nel 1968 e vive a Costigliole d’Asti.
Appassionato di letteratura ha iniziato a scrivere fin da giovanissimo e nel tempo ha coltivato questa sua passione frequentando corsi di scrittura e sceneggiatura.