César Pérez Gellida – L’ultima a morire

532

César Pérez Gellida è nato a Valladolid nel 1974, laureato in geografia e storia dell’Università di Valladolid, dopo un master in marketing a comunicazione comincia a lavorare nel campo delle telecomunicazioni e degli audiovisivi. Nel 2011 lascia il lavoro e si trasferisce a Madrid con la famiglia per dedicarsi esclusivamente alla sua attività di scrittore. Negli ultimi anni si è imposto come stella nascente nel firmamento del noir spagnolo. Ha vinto il Premio Racimo, e il massimo riconoscimento per un giallista: la Medaglia d’Onore della Società Spagnola di Criminologia e Scienze Forensi.

Per la casa editrice Ponte alle Grazie, il 21 ottobre 2021 esce il romanzo intitolato “L’ultima a morire“, definito da El Mundo «Un giallo cupo la cui vita è luminosa. Appena pubblicato è già un successo letterario».

Dopo il successo de L’ultimo traghetto, Ponte alle Grazie porta in Italia il nuovo grande giallo bestseller dalla Spagna, questa volta con una indimenticabile detective donna. Un thriller che ha già conquistato critica e pubblico e si è inserito a pieno titolo nel pantheon del giallo spagnolo.

Questa la trama:
Esiste il crimine perfetto? Se lo chiede anche l’ispettrice Sara Robles, mentre indaga sugli omicidi seguiti al clamoroso furto di un’opera d’arte dal Museo Nazionale di Scultura di Valladolid. Sulle tracce di una banda improvvisata di rapinatori – uno spietato sicario della mafia russa, un vendicativo clan gitano, e soprattutto un brillante falsario esperto di arti marziali dietro cui si profila una misteriosa eminenza grigia – la donna deve però districarsi anche dalle complicazioni sentimentali provocate da una incoercibile dipendenza sessuale e dal fantasma di un ex che non tarda a riapparire…

Da un colpo di scena all’altro, César Pérez Gellida si dimostra in questo thriller un maestro della suspense, confermando di meritare appieno lo stato di autore di culto che si è guadagnato nella scena del nuovo giallo spagnolo. Violenza e realismo, meticolosa costruzione dell’intreccio e magistrale abilità narrativa, personaggi memorabili a cui è impossibile non affezionarsi, a partire dalla rude, sfortunata e umanissima protagonista: tutto questo condito da un’ironia che non risparmia né i personaggi né la cultura pop in cui sono immersi, né l’autore stesso, quello scrittore calvo col pizzetto, un po’ ossessivo, là, in un angolo del bar…
L’ultima a morire, che introduce Gellida in Italia, inchioda il lettore come solo i grandi gialli sanno fare. Chissà che non porti anche da noi il «gellidismo», contagiosa passione di centinaia di migliaia di spagnoli.