Gabriele Dolzadelli – Chi nasce a San Giuda

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Editore Morellini / Collana Varianti
Anno 2021
Genere Giallo
278 pagine – brossura e epub


“Perché San Giuda era la morte in persona e non solo dei sogni.
Alcuni vedevano la vallata in cui il paese aveva messo radici come una protezione, qualcosa di confortevole e rassicurante.
Biagio vedeva solo oppressione, macigni che incombevano sull’anima”.

San Giuda: teatro di una storia cupa, che inizia con un fatto quasi…magico, e si sviluppa poi in una spirale di orrore. Perché magico? Lo spiego ai lettori.
Chi non ha mai sognato, soprattutto da bambino, leggendo un libro o guardando un film, di trovare un tesoro? E questo accade ai protagonisti del romanzo. Ma andiamo con ordine.
Biagio è fuggito dal suo paesello, san Giuda, per frequentare l’università ed evadere così da un mondo che gli sta stretto, in cui non vede prospettive di alcun tipo. Un giorno deve tornare per assistere al funerale del padre, morto d’infarto.
Qui ritrova i suoi vecchi amici.
Innanzitutto il cugino Jacopo, che si è accontentato di fare il contadino come il padre, con la fidanzata Alice. Poi Noah, travagliato da un problema che non riesce a risolvere: la sorella malata di un morbo raro, e che non può curare per mancanza di denaro. Infine Diego, fannullone e col vizio del gioco, ormai traviato dalle cattive compagnie.

È sempre emozionante ritrovare i compagni d’infanzia: è come se gli anni non fossero passati. E non importa se ciascuno si porta addosso un fardello di delusioni, amarezze, rimpianti… è bello e basta.
Dopo il funerale, Biagio trova il testamento. Uno strano messaggio in codice, che cerca di decifrare grazie agli amici fedeli. Si parla di un tesoro nascosto. Un tesoro?
Ebbene sì, e i cinque trovano presto il luogo indicato. Una valigetta con tanto denaro da far girare la testa anche alla più equilibrata delle persone. Da stravolgere la vita.
E infatti (e purtroppo, aggiungo io) da quel momento le loro vite prenderanno una china pericolosa, senza ritorno. Nessuno resiste al fascino di una ricchezza improvvisa, insperata. Ma il rovescio della medaglia si presenta presto.

Ciascuno pensa ai propri bisogni: cure mediche, debiti da estinguere, possibilità di dare una svolta a un’esistenza piatta e senza voli emozionanti.
Ma come usare una cifra tale senza destare sospetti? Biagio ricorda che il padre aveva una vita lavorativa misteriosa, ma nulla che giustificasse guadagni pazzeschi. A meno che… Quando, durante una gita in montagna, viene trovato il corpo di uno di loro in un dirupo, pare un incidente, ma in fondo, passato il primo sgomento, uno in meno a dividere il bottino! Da qui si innesca un gioco del Domino agghiacciante, in cui il lettore può solamente seguire con apprensione le vicende dei quattro giovani superstiti: incidenti, minacce, presenze percepite. E poi, morti!
Non si capisce più, da un certo punto in poi, chi siano le vittime e chi i carnefici. Chi i buoni e chi i malvagi.

Si può solo leggere, e poi leggere, per vedere fino a dove possa spingersi l’avidità umana, e anche la malvagità, la negazione dell’amicizia.
I caratteri dei protagonisti, tutti e cinque, sono delineati con precisione, scavando nei loro pensieri più profondi, nelle giustificazioni assurde ai loro gesti, nei rancori mai sopiti.
Di volta in volta il lettore si trova a parteggiare per l’uno o per l’altro, salvo poi comprendere di essere sulla strada sbagliata, di difendere chi non meritava, di dover rivolgere le proprie attenzioni su altri.

In quel paese vigeva un detto: “Chi nasce a San Giuda, muore a San Giuda”.
Chi inventò quella massima, non immaginava quanto sarebbe stato vicino alla verità. E quanto dolore avrebbe portato nella vita di quel tranquillo paese, in cui non accadeva mai nulla. Fino al maledetto tesoro.
Una storia cruda, a tinte nerissime, scritta con un buon stile, asciutto ed efficace. Una parabola sull’avidità umana. Una lettura mozzafiato.
Questo giovane scrittore, che dice di essersi ispirato ad alcune figure di amici (come persone, non come…gesta), promette bene!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Gabriele Dolzadelli è uno scrittore valchiavennasco, classe 1988. Nel 2014 esordisce tramite il selfpublishing con il romanzo “La terra di nessuno”, primo volume della saga “Jolly Roger”. Ne seguono altri quattro: “Le chiavi dello scrigno” (2015), “I fratelli della costa” (2016), “La torre del ribelle” (2017) e “Il piano di Archer” (2018). Nel 2019 pubblica “Backup”, romanzo di fantascienza, e nel 2020 passa all’editoria tradizionale con “L’uomo senza epilogo” (Augh Edizioni), finalista al Premio Internazionale Città di Como. È fondatore e co-organizzatore del festival letterario valtellinese Libri in Valle.