Carmine Mari – Il fiore di Minerva

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Editore Marlin
Anno 2022
Genere Giallo
418 pagine – brossura e epub


Nel XVI secolo le navi corsare barbaresche infestano il Mediterraneo e depredano con ferocia i villaggi delle coste campane.
Enrico II, re di Francia, che non ha ancora rinunciato alle proprie mire sull’Italia, portando avanti la sua politica anti imperiale, dal 1551 ha ripreso le ostilità contro la casata d’Austria e Spagna. Diversamente da suo padre, tuttavia ha scelto come principale teatro delle sue operazioni verso i confini nord orientali della Francia, anziché verso la parte della penisola italiana in mano agli spagnoli, che è rimasta comunque un vivace teatro di operazioni. Inoltre, pur dichiarandosi re cristianissimo, non si è fatto scrupoli, come già suo padre, ad allearsi con i protestanti tedeschi e i musulmani turchi, per logorare gli avversari. Tra le sue mosse sullo scacchiere internazionale, ha avuto un certo peso il tentativo di allearsi con la nobiltà napoletana della vecchia guardia, facendo leva sul loro malcontento provocato dalla diffusa insofferenza nei confronti di molte scelte attuate dal viceré spagnolo di Napoli, il potente Don Pedro Alvarez de Toledo, fratello del Duca d’Alba…

L’ex conquistador Héctor, comandante dell’Estremadura, imbarcato sulla sua nave, Il Nibbio, armata con a difesa cannoni inglesi da 28 libbre e a poppa colubrine da 12 libbre e il suo equipaggio di 31 uomini, molti dei quali spietati veterani già al suo fianco dal Perù e poi in scontri a Cajamarca, Algeri e Orano, è finito a pattugliare le coste dalle incursioni barbariche a Salerno. Entrato al servizio infatti del principe Ferrante Sanseverino, uno degli uomini più potenti del Viceregno di Napoli, si è schierato a difesa di Salerno, firmando una condotta al soldo del grande aristocratico di antichissima stirpe, Capitano generale della fanteria italiana in Lombardia nelle guerre tra la Spagna e la Francia, di antica famiglia partenopea, oggi reduce da uno sfortunato viaggio ad Augusta presso l’imperatore e attualmente in dissapori con il viceré.

1551: il capitano Hèctor nel golfo di Salerno, con un attacco notturno a sorpresa, avvalendosi dei cannoni del suo Nibbio farà colare a picco un brigantino francese nel Golfo di Salerno. L’unico superstite ripescato dal naufragio, un francese, ha con sé una cerata portadocumenti, chiusa con una laccio di cuoio che contiene una lettera sigillata con la ceralacca, più una lista di nomi, richiesta di riscatto? E un elenco di altri nomi femminili, questi con specificata età e cifra precisa. E, a giudicare dalla cifra, probabilmente merce destinata ai bordelli. Tutta questa documentazione che il capitano Héctor, su ordine della bella principessa Isabella Villamarina, moglie del principe Ferrante di Sanseverino, dovrà consegnare allo stratigoto Marcantonio Villano, “giudice di corte criminale” di Salerno.

Ciò nondimeno una successiva sanguinosa serie di omicidi e soprattutto la sparizione del portadocumenti protetto dalla cerata, metteranno in agitazione la principessa, devota suddita dell’imperatore Carlo V. Che chiederà al capitano di far luce sull’accaduto e ricuperare quanto sottratto. Alcuni piani che prevedono un’alleanza del marito con il re di Francia sono pericolosi. L’atmosfera salernitana è molto tesa. Non è il momento di correre rischi e un’accusa di tradimento potrebbe significare la rovina.
Per il capitano Héctor sarà un’indagine difficile che si collegherà con un altro probabile delitto: il ritrovamento nel giardino di Costanza Calenda, affascinante fanciulla ma esperta erborista dagli occhi azzurri, dello scheletro di una bambina con accanto una bambola. Un segreto sepolto che riemerge dalla terra con un fiore tra i capelli…

Il capitano dovrà destreggiarsi tra intrighi e giochi insidiosi, attacchi alla sua persona e una specie di orrendo cold case, che rimanda alla cacciata degli ebrei dalla Spagna. Lottando contro certi fantasmi del suo passato e gli attuali insidiosi agguati di reali nemici pronti a uccidere, il capitano Héctor cercherà di risolvere il caso, costretto a indagare sui tanti giochi d’interesse incrociati e gli oscuri misteri che aggravano la situazione.
Ambientato nel XVI secolo, periodo difficile, complicato, segnato dai tormenti, dalla fede più cieca, denso di trame, continui cambi di fronte, complotti e tradimenti, “Il fiore di Minerva” è un thriller rinascimentale che restituisce, con attenta o forse meglio dire certosina ricostruzione l’ambientazione e l’atmosfera di un mondo carico di accese passioni e segreti ben custoditi, consentendo al lettore di diventare spettatore attraverso il punto di vista di personaggi figuranti e interpreti reali di quell’epoca e di avvicinare la grande ma anche la piccola storia di tutti i giorni.
Un romanzo a tinte noir che con pericolosi intrighi, sorretti da dialoghi serrati e da continui colpi di scena, avvalendosi man mano di indizi che comprovano importanti dettagli, porterà il protagonista l’ex conquistador Hèctor del’Estremadura alla soluzione dell’enigma.

Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Carmine Mari vive a lavora a Salerno. Già autore di un thriller ambientato nel XIII sec. ai tempi di Federico II, per Marlin ha pubblicato il romanzo Hotel d’Angleterre (2021), una fortunata spy story a sfondo storico, alla sua seconda edizione e vincitore del Premio Giallo al Centro 2021.