Paola Rambaldi – Dalle nove a mezzanotte. Brisa la Stria vol. 2

406

Editore Clown Bianco Edizioni
Anno 2022
Genere Giallo
250 pagine – brossura e epub


Secondo episodio della Serie della “Stria” Brisa, che in dialetto emiliano-romagnolo significa “Non farlo” la quale, con il suo particolare potere divinatorio, continua a scoprire dove la gente scompare o come finiranno matrimoni e fidanzamenti, solo passando la sua lunga treccia sulle foto delle persone in questione.
In questo nuovo episodio si ha un salto temporale, passiamo dagli anni ’50 del primo volume, al 1963 di questo secondo volume, ma ripartiamo da dove avevamo lasciato la Brisa; con il suo addio a Gorino e la scomparsa del nipote Lucianino.

Brisa è particolare per il suo tempo. È una rock ‘n’roll woman. È alta un metro e settantacinque, capelli lunghi e nerissimi, ma quello che colpisce di più, è la sua eterocromia, una pupilla nera e una bianca in contrasto tra loro e in più quel potere divinatorio che possiede, che non fa altro che “accertare” il suo essere una strega, malvista, malvoluta, che “porta male”, ma che tutti cercano.
La ritroviamo al Borgo, che abita con la famiglia della zia Lina, i Corpodicristo; la zia è una eccellentissima “cagacazzi” (parole sue), le due cugine “stronze” Sara e Cheti e i due cugini “scimuniti” Azzo e Cino. Brisa è già storta di per sé per aver mollato Primino che le manca, ma non vuole ammetterlo, in più ha questi parenti serpenti che non fanno altro che spennarla, schiavizzarla, vessarla e prenderla per il culo. Ma un tetto sulla testa lo deve pur avere visto che a trent’anni suonati è ancora single.

Il romanzo parte con un “quasi” omicidio che Brisa sventa senza volere. Don Celso ha organizzato una gita per i giovani di Serravalle e del Borgo all’isola d’Elba. L’Antonio Ciacci, chiamato da tutti Little Tony per la somiglianza della sua “banana” a quella del divo, ha una discussione con Jolanda, la figlia del maresciallo Bellugi, che guarda caso, dopo un po’ viene ripescata in acqua, solo perché Brisa se ne accorge.
Ma non è tutto qui… dopo poco tempo, scompare la vicina di casa della famiglia della zia Lina, l’Avemaria. È andata al cimitero tutta ingioiellata come sempre e non ha più fatto ritorno. Fatto sta che Brisa, il giorno della sua scomparsa, ha avvistato un tizio con una vanga al di fuori del cimitero.
Ma la successione di eventi continua in maniera costante, tra Il Borgo, Bologna, Serravalle, Minerbio e Gorino. Colpi di scena, personaggi che lì per lì non sembrano avere verve né senso, all’improvviso assurgono al ruolo di protagonisti con azioni che non consentono al lettore nessuna distrazione.

Diciamo che il libro è anche un po’ un “on the road”, tra canzoni di Elvis e quelle di Gino Paoli, tra ironia tutta emiliano romagnola, un linguaggio a dir poco popolare e non ci si annoia mai. Brisa passa anche in secondo piano, più e più volte, anche se ha sempre un gancio con quelli che svolgono in un modo o nell’altro l’azione anche lontano da lei.
La Rambaldi è brava a trattare argomenti anche delicati con ironia e leggerezza, soprattutto quando parla di bambini. Belli anche i frammenti del passato che ritroviamo nelle tradizioni popolari e nelle atmosfere che ci riportano veramente in quegli anni, che ancora chiamiamo meravigliosi, ma che forse, per chi li ha vissuti, non era proprio così.
Il romanzo della Rambaldi è al di fuori di tutti i canoni, non gli si può dare una collocazione definitiva, è magia, verità, mistero, adrenalina; il tutto condensato in poche pagine.

È l’umanità della gente vera, e non dei soliti protagonisti tutti scienza e muscoli, è la protagonista che è una donna normale, che si strugge per amore, e per l’indipendenza. È la parlata del volgo, i pettegolezzi di paese e le credenze popolari. È una foto spaccata di un mondo che non esiste più e che forse qualcuno rimpiange davvero.

Silvia Marcaurelio


La scrittrice:
La ferrarese Paola Rambaldi, otto traslochi all’attivo, vive momentaneamente a Castello di Serravalle, in provincia di Bologna. A suo tempo, ha collezionato targhe, coppe e vincite in denaro partecipando per quattro anni a concorsi letterari, ottenendo una sessantina di primi posti nella sezione racconti. Ha pubblicato il romanzo Brisa e Le raccolte: Tredici storie di Adriatico, Bassa e nera, La FudrÈra e decine di racconti in riviste e antologie. Scrive di libri su Libroguerriero e Carmilla.