Michael Mann e Meg Gardiner – Heat 2

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Editore HarperCollins Italia
Anno 2022
Genere Thriller – Sci-fi
560 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Alfredo Colitto


C’erano molti conti da regolare e tocca elencarne alcuni.

Si sedettero al Kate Mantilini, in Wilshire Boulevard. Ciascuno sapeva i fatti salienti dell’altro, ma erano fatti privi di colore. Le loro valutazioni l’uno dell’altro erano crude e altamente sensibili. Erano entrambi dei predatori.

Vincent Hanna e la sua storia deve essere di quel tipo speciale, raro, la gemma del narratore: possiamo dire che Hanna, e la città in cui cammina, abitano l’immaginario di Michael Mann. Su questo personaggio e la sua storia, voce, forza, come costretto a tornarci, Michael Mann ha girato ben due film. Meglio, ha girato lo stesso film in una spinta per la perfezione.
Mann ha seminato backstory, linee narrative possibili, dettagli non sviluppati. Immaginiamo dettagliate schede personaggio rimaste fuori dal film, fogli di appunti e storie fantasma, flashback che avrebbero interrotto il flusso.
Poi. Heat (1995) è un indiscusso capolavoro del cinema d’azione, del cinema tout court con buona pace della massa intellettuale che, ad esempio, è cieca all’evidenza che un DeLillo ha solo scritto romanzi di genere. D’esecuzione superiore, Heat ha avuto un impatto pari a un altro capolavoro come Die Hard, Trappola di Cristallo. Ha stabilito un gold standard della narrazione thriller per scrittori, scrittrici, sceneggiatori, registi; è un cult per spettatrici e spettatori. La sparatoria a Venice Boulevard a downtown Los Angeles rimarrà. L’espulsione dei caricatori dal Colt 733 di Shiherlis, l’FN di Hanna in colpo singolo con la consulenza di Andy McNab; il grigio della città, i colori delle Fiji.
Un giovane criminale con la clavicola fratturata si trova di fronte alle regole del gioco che ha scelto di giocare: i trenta secondi netti in cui abbandonare tutto sono arrivati. E adesso, e dopo.

L’epica dei successori della banda Dillinger si è conclusa su un tarmac appena illuminato da luci di posizione di aerei commerciali diretti in altri continenti.
Oppure no, e lo scorso millennio e il suo capitalismo ancora apparentemente forte hanno ancora qualcosa da raccontare dell’umano?
Questi fantasmi, colori, voci, storie sospese, umanità sono tornati, incarnati, mostrati in altra forma, forse quella giusta in questo prequel e sequel intitolato Heat 2? Un romanzo, questo romanzo di Meg Gardiner e Michael Mann, regola i conti di un film, una storia, così rilevante?

La trama è strutturata per regolare i conti, tutti.
Questo romanzo tratta degli eventi prima della rapina alla Far East Bank, della banda McCauley in azione in un altro hub del mondo, un altro grigio: Chicago. Un colpo grosso, uno di quelli su cui si costruiscono grandi carriere criminali e oltre. L’obiettivo una banca, una speciale, con keyword importanti: cassette di sicurezza, molte affittate da politici, mafiosi, membri di qualche cartello della droga. Molti contanti, molti gioielli ma soprattutto, come insegna anche la cronaca in real life, segreti.
Intanto un’altra banda, non senza una discreta capacità operativa ma che sta allo spettro opposto della piramide del merito criminale, assalta abitazioni della borghesia cittadina per rubare, stuprare, uccidere. Crimini efferati, modus operandi odioso e ripetitivo, rituale. Devono essere fermati, prima che colpiscano un’altra famiglia. Il caso è assegnato a un detective del CID del dipartimento di Chicago: Vincent Hanna.

Ma tutti i conti vanno regolati quindi parte del romanzo si svolge alcuni anni dopo la rapina fallita a downtown, dopo la morte di McCauley sotto i colpi della .45 di Hanna e Chris Shiherlis che abbandona l’amatissima moglie e il figlio e via, unico sopravvissuto della banda McCauley, fugge. E fugge in un’area “franca” del mondo che sembra un antico covo di pirati, vitale, popolata e colorata come il sottobosco del tardo capitalismo deve essere, un luogo in cui sarebbe possibile trovare un vecchio Jason Bourne nascondersi per l’ultima volta: Ciudad del Este, Paraguay, Triborder del Sud America. Qui i talenti di Shiherlis sono al servizio di una potente famiglia locale pronta a lanciarsi in un nuovo commercio ad alto rischio-alto ritorno. Qui Shiherlis si ripulisce, regola i suoi conti, incontra una donna, forte, capace, intelligente, la tipica protagonista di Mann, ma deve ancora affrontare l’ombra della rapina fallita e quel demone lontano che ha causato il fallimento: Vincent Hanna. Deve scegliere tra le tare del passato e i rischi del futuro. Qualunque cosa scelga gli garantirà l’adrenalina di cui ha bisogno ma solo una lo farà crescere come uomo e come personaggio.

Avanti e indietro nella storyline ma in comune, perfettamente bilanciati, sono indagini, azioni e reazioni, violenza. Le azioni dei criminali, le gesta della polizia, i momenti di approfondimento psicologico di tutti i personaggi principali si accumulano, impilano, compongono fino a formare quello che ci sia aspetta: il faccia a faccia tra McCauley e Hanna, seduti al Kate Mantilini è la punta dell’Iceberg della vicenda umana narrata, Heat 2 porta il lettore adesso in profondità.
Se la caratterizzazione di Ana è una specie di firma da scrittore di Mann, altri e immensi sembrano i contributi di Meg Gardiner. Il mirroring tra Hanna e McCauley viene espanso, sviluppato, come solo in un romanzo forse era possibile fare. Vincent Hanna poi viene mostrato come investigatore e non soltanto come cane da caccia di criminali. Le sue capacità analitiche, di pensiero laterale, “creative” sono da grande investigatore, prossimo all’apice della narrazione del genere ovvero Will Graham, l’eroe che ha catturato Hannibal “Lecter” Lecktor. Sì, Vincent Thomas Hanna arriva sul luogo del delitto come un Will Graham più forte fisicamente, più bravo a sparare, più capace nell’autoinganno e altrettanto empatico, altrettanto creativo. È un vero, capacissimo, originale Manhunter. Rabbia e fame che per un caso del destino e dei ruoli non ha invertito le parti con un Neil McCauley. I due predatori, i due veterani della guerre americane, si riconoscono infatti: i ruoli avrebbero potuto invertirsi.

Vincent Hanna cammina su e giù dietro la vetrata e scruta la stanza. Fuori, le onde si infrangono sulla sabbia. L’oceano è color cobalto. I bordi delle nuvole basse sono illuminati d’oro, come mostrine intrecciate su un’alta uniforme. L’alba. Le sei del mattino. La casa è vuota. Neil McCauley viveva qui. Non tornerà. Hanna è venuto perché vuole che quel posto gli dica qualcosa. Vuole che McCauley gli parli di nuovo.

E tutto questo chi scrive adesso pensa sia merito proprio della Gardiner: più realista del re ha scavato l’eziologia di motivi e personaggi, nella filmografia di Mann, nei romanzi che ha incrociato e adattato il regista. Lei è probabilmente la nerd, l’occhio, e la mano, del terzo osservatore che guarda dall’alto e ordina vicende, trame e sottotrame che al di là dei conti narrativi l’architettura del thriller Heat 2 è già capolavoro. La lettura scorre, il flusso dell’azione è impeccabile, l’intreccio è complesso, l’insieme è perfetto. C’era una rischio di un’operazione nostalgia, sentimento segno di grave decadenza creativa, ma non è successo. Leggendo si sente la voce di Hanna, il fantasma di McCauley, la freddezza in superficie di Chris Shiherlis. Oltre a personaggi già conosciuti la coppia scrivente mostra il proprio talento nella novazione di Otis Wardell, come sviluppo del trope e svolgimento del personaggio.
Azione immersiva, attenzione ai dettagli tecnici come alle sfumature emotive, così si può riassumere l’opera cinematografica di Michael Mann e questa è una promessa che viene mantenuta nel romanzo di Gardiner e Mann.
Le lettrici e i lettori di thriller difficilmente troveranno qualcosa di più coinvolgente di Heat 2 in giro. La traduzione italiana poi poteva facilmente inciampare su termini tecnici, armi, procedurale ma non è successo.
Chi si appresta a concludere questo pezzo non ha dubbi: per quanto estremamente diversi Heat 2 può stare accanto a due altri capolavori recenti come La volontà del male di Dan Chaon e Colibrì Salamandra di Jeff VanderMeer. Bravi, bellissimo. Grazie.

Antonio Vena


Gli scrittori:
Michael Mann. Regista, sceneggiatore e produttore, è una delle figure più innovative e influenti nel panorama cinematografico americano. Ha ricevuto quattro nomination al Premio Oscar, vinto due Emmy Awards, e ha scritto, diretto e prodotto molti film per il grande e il piccolo schermo e diverse serie tv celebrati dalla critica per i quali ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Vive a Los Angeles.

Meg Gardiner. È autrice pluripremiata di sedici romanzi acclamati dalla critica. I suoi thriller sono dei bestseller in tutto il mondo e sono stati tradotti in più di venti lingue. Ex avvocato, ha vinto tre volte il celebre quiz-show americano Jeopardy! ed è stata eletta due volte presidentessa di Mistery Writers of America. Vive a Austin, in Texas.