Christian Frascella – Non si uccide il primo che passa

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Editore Einaudi / Collana I Coralli
Anno 2023
Genere Noir
320 pagine – brossura e ebook


Era il 2018 quando Christian Frascella, scrittore talentuoso e già affermato con alle spalle un romanzo d’esordio che fu un caso letterario, altri tre romanzi “critically acclaimed”, per dirla all’americana, e due incursioni nella letteratura per ragazzi, decise di cimentarsi per la prima volta con il genere crime.
Ricordo che accolsi la notizia con il mio solito scetticismo verso questa tendenza che, soprattutto negli ultimi anni, ha portato numerosi autori mainstream a scrivere romanzi gialli e noir, spesso e volentieri solamente perché il genere “tira” sul mercato e, ancor più spesso e volentieri, con risultati decisamente mediocri.
Decisi comunque di approcciare la lettura, incuriosito dal bellissimo titolo “Fa troppo freddo per morire”, dall’altrettanto splendida copertina disegnata dal maestro Riccardo Falcinelli, e da alcune anticipazioni scovate in rete. E fu un colpo di fulmine. Un innamoramento tanto repentino quanto sorprendente per quella prosa ironica, scanzonata, a tratti irriverente e allo stesso tempo capace di grande profondità, figlia dei grandi dell’hard boiled, uno su tutti Raymond Chandler, ma soprattutto fu amore a prima vista per il protagonista, il detective più scalcagnato e irresistibile che la narrativa italiana di genere abbia partorito: Contrera.

Sei anni dopo, con immutato entusiasmo, sono qui a parlarvi della quinta indagine di Contrera dall’ineffabile titolo “Non si uccide il primo che passa”, fresca di stampa e pubblicata, come tutte le precedenti, da Einaudi.
Dal freddo evocato nel titolo del primo romanzo della serie, in questa nuova avventura è il caldo, di un luglio torrido e afoso, a fare da sfondo e a dettare il ritmo alla vicenda. Siamo come sempre a Barriera, il quartiere di Torino multietnico e, per usare un eufemismo, complicato che fa da cornice a tutte le storie di Contrera. Un quartiere che, come in ogni noir che si rispetti, è un vero e proprio personaggio vivo e pulsante.
Sono successe un po’ di cose nella vita del nostro investigatore, che si ritrova sempre più solo e sciamannato (adoro questo termine un po’ desueto) a vivere in un camper fatiscente parcheggiato sotto casa di sua sorella Paola. Il cognato Ermanno è finalmente riuscito a buttarlo fuori di casa, ma non se ne libererà così facilmente, potete contarci.
È proprio grazie a sua sorella Paola, su richiesta di un’amica, che Contrera ottiene un nuovo incarico, quello di pedinare un operaio, tale Enzo Marsala, per verificare se ha un’amante. La solita routine per un investigatore privato di quartiere, dite? Se conoscete Contrera, un vero e proprio catalizzatore di guai in giacca militare, sapete già la risposta. In caso contrario, senza anticiparvi null’altro della trama, al solito pirotecnica, ne leggerete delle belle.

Vi basti sapere che in Non si uccide il primo che passa ritroviamo il nostro detective sempre più solitario e in lotta con i suoi fantasmi interiori, in primis la morte del padre, figura di poliziotto quasi mitologica per il quartiere. Rispetto ai romanzi precedenti la vena malinconica è più marcata, le riflessioni sulla vita e la morte si fanno più profonde, senza nulla togliere all’ironia caustica che contraddistingue il personaggio, così come la scrittura del suo autore. Le battute taglienti fioccano come sempre, però stavolta quel sarcasmo che gli ha sempre fatto da scudo contro le avversità comincia a mostrare qualche crepa.
Per la prima volta la birra Corona, immancabile feticcio nelle mani di Contrera, non è più solamente una presenza scontata che scandisce le sue giornate, il classico stereotipo noir dell’investigatore dalla bottiglia facile. Frascella affronta in maniera insolita il problema dell’alcolismo, senza facili moralismi e da una prospettiva tutt’altro che banale. È senz’altro uno degli aspetti che più mi ha colpito di quest’opera.

Quella di Contrera è anche una serie di impareggiabile intrattenimento e, in ogni serie che si rispetti, i personaggi che ruotano attorno al protagonista assumono grande importanza. Qui li ritroviamo tutti, ma proprio tutti. Mohamed, proprietario della lavanderia a gettoni in cui riceve i suoi clienti, l’ex moglie Anna, la problematica figlia Valentina, la sorella/samaritana Paola e gli amati nipoti Alfredo e Giada, l’odioso capo della Squadra Mobile Walter De Falco, l’amica di origini somale Giorgia, il barista fascistoide Sergione, il rampante giornalista della cronaca cittadina Nick Francese, e altri ancora. Insomma, se ho detto tutti non scherzavo mica.
Christian Frascella con Contrera ha creato un personaggio unico, nel suo essere sopra le righe e un attimo dopo partorire riflessioni di grande profondità. Un character fortemente debitore verso quella figura archetipica di investigatore privato che risponde al nome di Philip Marlowe, ma con una sua originalità tutta italiana e assolutamente contemporanea. Lasciatevi sedurre.

Basilio Di Iorio


Lo scrittore:
Christian Frascella è nato a Torino e vive a Roma. Ha pubblicato Mia sorella è una foca monaca (Fazi 2009; Einaudi 2022), Sette piccoli sospetti (Fazi 2010), La sfuriata di Bet (Einaudi 2011), Il panico quotidiano (Einaudi 2013), La cosa piú incredibile (Salani 2015), Brucio (Mondadori 2016), Cadaveri a sonagli (Giallo Mondadori 2020). Per Einaudi sono usciti anche gli altri episodi della serie di Contrera: Fa troppo freddo per morire (2018 e 2021), Il delitto ha le gambe corte (2019 e 2021), L’assassino ci vede benissimo (2020 e 2021), Omicidio per principianti (2022) e Non si uccide il primo che passa (2023).