Paolo Roversi – L’ombra della solitudine

200

Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2024
Genere Giallo
224 pagine – brossura e ebook


La solitudine è spesso uno stato mentale. Viene indotto dalla mancanza, dallo spaesamento, dal dolore, a volte dalle circostanze. È in questa congiuntura che si trova Enrico Radeschi, poco dopo l’inizio di questo romanzo piuttosto nero, L’ombra della solitudine, nel quale Roversi, pur non mancando del consueto humour e di una certa ironia disincantata, esplora un lato dell’umano essere che spesso fa parte di certe atmosfere. Il dolore per la perdita, per più perdite, lascia Radeschi in uno stato d’animo sofferente, quasi frustrante, costringendolo all’azione anche se non ne avrebbe alcuna voglia. Sa che gli eroi non possono esimersi dal procedere, devono arrivare al fondo di una storia, vuoi per la propria curiosità personale, vuoi per il desiderio di rimettere a posto le cose e distribuire le giuste punizioni.

Intanto c’è il Danese, compagno di avventure, fratello, a volte mentore; scopre che la propria figlia, la credeva morta in un attentato, è ancora viva, nascosta in un luogo sconosciuto e ha bisogno di lui. Nel frattempo, una squillo viene trovata morta nel suo elegante “atelier”, luogo che condivide con un’amica che pratica la medesima professione. Virginia Love, com’è conosciuta nell’ambiente, è stata legata e soffocata, ma il sado-maso, le corde e le frustate sul sedere erano la specialità della collega Michela, in arte Lady Milena, quindi fin dall’inizio qualcosa non torna. Almeno, così pensano il vicequestore Sebastiani e la sua vice Rivolta, donna intuitiva, movimentata, che sogna una promozione per la quale studia da commissario. Il più sorpreso rimane comunque Radeschi, quando scopre suo malgrado che Virginia Love altri non era che la sua fidanzata Amanda, adorata, ma reticente nel raccontare la propria vita e il proprio lavoro al compagno, che scopre nel peggiore dei modi di essere stato preso in giro. Doppia doccia fredda per l’amico Radeschi, dunque, che verrà precipitato in un indagine senza quartiere, nella quale dovrà destreggiarsi in sella al Giallone, la sua fedele Vespa del ’74, sorta di via di mezzo tra un feticcio e il cavallo del Ranger Solitario.
Al tutto si aggiunge la scomparsa del Danese, dopo una rapina piuttosto eclatante a un furgone portavalori, al quale, Radeschi ne è certo, ha partecipato anche lui.

Un romanzo denso, L’ombra della solitudine, maturo e ben congegnato nell’alternanza di capitoli in prima e terza persona. Tra una birra e l’altra, il ritmo è incalzante, i personaggi ben raccontati. Menzione speciale per la giovane hacker Liz, con la passione per gli abiti scuri e i pipistrelli. È un personaggio davvero indovinato, efficace e divertente. Il suo rapporto con Radeschi è frizzante, scontroso, un continuo misurarsi per vedere chi ce l’ha più lungo. È non è detto che sia lui a uscire vincitore da questa sfida di abilità piratesche. Tra notti buie e giornate di gelo frizzante, la narrazione priva di cadute fa scorrere la lettura sui cuscinetti a sfera. La storia si dipana, Radeschi si scatena e il Giallone romba. Non avete che da salirci a bordo.

Enrico Pandiani


Lo scrittore:
Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, oltre agli otto volumi della serie di Radeschi, ha pubblicato il dittico Città rossa sulla storia della criminalità milanese degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Ha vinto diversi premi letterari fra cui il Premio Camaiore per la letteraturagialla 2007, il Premio Selezione Bancarella 2015, il Premio Garfagnana in giallo 2015 e il Premio Scerbanenco dei lettori 2020. I suoi libri sono tradotti in otto paesi tra cui Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.