Alice Basso – Una festa in nero

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Editore Garzanti / Collana Narratori Moderni
Anno 2024
Genere Giallo
320 pagine – brossura e ebook


Torino, 1935.
I fari della Balilla Spider Sport rossa di Julian fendono il buio della notte. La strada di montagna è piena di curve e al volante c’è una donna. Una donna, chiederete? Ma certo, si tratta di Anita, Anita Bo’. Indubbiamente Sebastiano Satta Ascona le ha insegnato bene: meglio di una qualunque scuola guida. E poi lei insomma ormai da mesi fa tante cose che non dovrebbe, di sicuro cose diverse, proibite. Come rinviare il matrimonio con Corrado solo per lavorare. O scrivere racconti gialli all’americana con lo pseudonimo di J.D. Smith, racconti in realtà suggeriti dai più recenti tristi avvenimenti, nell’intento di offrire un po’ di speranza anche se di questi tempi parrebbe impossibile.
Un segreto che gode della nascosta approvazione di Sebastiano Satta Ascona, antifascista e direttore della rivista «Saturnalia». E poi francamente c’è anche qualcos’altro che fanno insieme di nascosto e che vorrebbero continuare a fare… Ma poi qualcosa è cambiato. E questa è la ragione per cui quella sera è al volante della spider.

Qualcuno è riuscito a coinvolgere in un compito indesiderato, Sebastiano. Un malcelato ricatto al quale non si può sfuggire. Perché questo qualcuno è un brutto tipo dell’Ovra “opera vigilanza repressione antifascismo”, speciale organismo creato da Mussolini che raccoglie tutti i servizî di polizia politica, con una competenza territoriale più vasta e poteri più ampî di quelli delle questure. Già, proprio loro, e con quelli là è meglio non provare a scherzare, almeno di questi tempi. O fare lo gnorri. Meglio invece fare quello che chiedono.. O almeno cercare di fare finta, senza rischiare troppo la testa. Anche se non pare giusto e se le loro minacciose richieste rischiano di stravolgere l’esistenza di collaboratori, amici o parenti più stretti, Candida, Diana, Julian, Rodolfo, Anita…? Come poi fidarsi di qualcuno? Anita? Lei si impegna, si ingegna ma non ha grandi risposte. Come uscirne? Non resta che chiedere aiuto agli amici lontani, ottenerlo e poi basta, meglio andare via, lontano. Organizzando un piano, intanto per salvare Candida, la più direttamente nel mirino dalla persecuzione dell’Ovra, ma a ben pensarci forse sarebbe meglio servirsene per scappare tutti.
Il clima politico infatti giorno dopo giorno si fa più pesante, più difficile da sopportare. Si arroventa pericolosamente. Bisogna andarsene. E già risuona da lontano l’eco delle turpi leggi razziali appena entrate in vigore in Germania.

Un nuovo ottimo romanzo di Alice Basso con protagonista Anita Bo’, una bella ragazza torinese, intelligente e coraggiosa che intende pensare e fare scelte che ritiene giuste per la sua vita. Una ragazza che pur fidanzata con un buon partito, prima di sposarsi ha voluto lavorare in modo diverso che da dietro il bancone di un negozio, come le si voleva imporre, da dietro una scrivania, usando il suo sudato diploma di dattilografa. Ma, un romanzo dopo l’altro, Anita si è trasformata è diventata diversa, più sicura di se stessa, come diversi sono diventati i suoi rapporti personali con Sebastiano Satta Ancona.
“Una festa in nero” è il quinto e conclusivo capitolo della serie che la vede protagonista.

Non erano facili quegli anni Trenta del novecento, con il giogo mussoliniano al potere, in una società italiana dove pian piano veniva schiacciata ogni libertà di espressione. Ricordiamo che nel 1935 le donne erano ancora relegate a un ruolo che contemplava poche scelte: suore, maestre, madri, mogli e poco più, senza neppure poter esercitare il diritto di voto. Un diritto raggiunto in Italia solo nell’aprile del 1946.
Un applauso ad Alice per la praticamente perfetta ambientazione storica della trama, scrivo “praticamente” perché nella sua postfazione proprio l’autrice spiega che talvolta ha barato un tantino. Ma poco poco, e poco male perché l’equilibrio e la consueta ironia che permeano ogni pagina del suo romanzo, persino quando usa toni grigio scuri e paventa rischi di tragedia, riescono quasi a far toccare con mano al lettore e meglio/peggio a far rivivere la difficile atmosfera di quegli anni di ventennio fascista.

Un romanzo che va in profondità e lascia trapelare nelle sue pagine l’irritazione diffusa per le sanzioni comminate all’Italia per aver invaso l’Etiopia, e alle conseguenze e ai rischi che i personaggi sono costretti ad affrontare non uniformandosi alle regole del regime.
Tutte le storie di Alice Basso sono lucide, colte e spiritose, questa tuttavia appare più complessa e sentita rispetto alle precedenti. Perché è una storia diversa, piena di argomenti difficili e sensibili, tornati implacabilmente di attualità e che offrono al lettore motivi di riflessione. Una storia che da giallo cosy crime, si ammanta di Spy Story, fino a trasformarsi in un brillante romanzo corale e, con il coinvolgimento come protagonisti di tutti i suoi personaggi incontrati finora, costretti a allearsi contro un comune nemico, supera a volo di uccello gli avvenimenti di quegli anni. Ma anche una storia in cui Anita fa le sue scelte e prende coscienza di sé e delle proprie responsabilità. Stavolta sa esattamente cosa vuole e perché, quando pur con il cuore infranto decide di tornare indietro e lottare.

Patrizia Debicke


La scrittrice:
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani Sarca: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018) e Un caso speciale per la ghostwriter (2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale (2017) e Nascita di una ghostwriter (2018). Con Il morso della vipera (2020), Il grido della rosa (2021) Una stella senza luce (2022) e Le aquile della notte (2023)ha inaugurato una nuova serie ambientata nell’Italia degli anni Trenta.