Editore Rizzoli / Collana Nero Rizzoli
Anno 2024
Genere Giallo
312 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Barbara Delfino
La Cracovia del 1893 non offre granché se sei una donna che non si accontenta dei ruoli assegnati dai tempi correnti. E a Zofia Rombotynska, intraprendente moglie di un professore universitario di anatomia, la sola veste di perfetta padrona di casa comincia a starle stretta.
Per questo decide di primeggiare nella raccolta fondi dell’imminente lotteria di beneficenza la cui riuscita dipende dal patrocinio delle ricche residenti di Casa Helcel, una casa di riposo gestita dalle suore.
All’istituto Zofia viene accolta da un alquanto sospettoso trambusto: la signora Mohr, vedova di un giudice, è scomparsa. Suor Aloiza le spiega che può capitare di perdere momentaneamente qualche ospite disorientato; ma quando la signora Mohr ricompare sotto forma di cadavere Zofia, grande appassionata di romanzi polizieschi e instancabile sognatrice in cerca di avventure che la sottraggano dalla sua monotona quotidianità, sospetta che non sia morta per cause naturali come sembrerebbe.
Comincia allora a investigare in gran segreto insieme alla sua fedele e astuta domestica Franciszka. Si avventura tra i corridoi di Casa Helcel, interrogando ospiti e personale, immergendosi sempre di più in un universo di segreti, intrighi e gelosie e trasformandosi, così, in un detective dal fiuto straordinario.
Ovviamente il suo “lavoro” da investigatrice è portato avanti parallelamente alla sua vita sociale fatta di pettegolezzi, organizzazione di cene, inaugurazione del nuovo teatro e funerale in pompa magna del famoso pittore Jan Mateiko.
“La signora Mohr scompare” scritto sotto pseudonimo da Jacek Dehnel e Piotr Tarczynski ricrea vividamente la vita nella Polonia di fine Ottocento e affronta con sguardo ironico e dissacrante questioni sempre attuali quali il pregiudizio di classe, le dinamiche di genere, i diritti delle donne e la realizzazione personale.
Il romanzo risulta essere un connubio perfetto tra commedia e mistero. E sicuramente questo ne è la sua forza perché rende la lettura particolarmente piacevole, “leggera” e scorrevole.
Il fascino di quest’opera non risiede solo nel suo intrigante mistero, ma anche e forse soprattutto nel suo vivido ritratto della Cracovia di inizio secolo.
Attraverso gli occhi di Zofia, assistiamo a una società piena di pregiudizi di classe e vincoli di genere, dove la sua determinazione a ritagliarsi un ruolo oltre la vita domestica sfida le norme convenzionali.
La sua collaborazione con la domestica Franciszka sottolinea le relazioni in evoluzione tra classi sociali e generi, offrendo un’esplorazione ricca di sfumature dell’agire femminile in un mondo patriarcale.
Il ritmo del romanzo porta l’immersione del lettore nel suo contesto storico e culturale. Mentre il mistero si svolge metodicamente, con indizi cruciali svelati appositamente solo verso la fine, la narrazione rimane avvincente, spinte dallo spirito indomabile di Zofia e dal fascino di un’epoca passata piena di complessità sociali e politiche.
Al di là dei suoi elementi investigativi, per altro davvero inverosimili, assolutamente non realistici, “La signora Mohr scompare” risuona come un commento sociale, esplorando temi di identità, ambizione e scontro tra tradizione e modernità.
L’evoluzione di Zofia da riluttante persona mondana a determinata investigatrice incarna la ricerca di autonomia e realizzazione personale anticipando i più ampi cambiamenti sociali nell’Europa del XIX secolo.
Benedetta Borghi
La scrittrice:
Maryla Szymiczkowa è lo pseudonimo della coppia formata da Jacek Dehnel e Piotr Tarczyński. Jacek Dehnel (Danzica, 1980), poeta, scrittore e traduttore, vincitore, tra gli altri, del Premio Kościelski e del Polityka Passport, è stato finalista ben cinque volte per il Premio Nike e una volta al Premio per la poesia Wisława Szymborska. Piotr Tarczyński (Cracovia, 1983), è traduttore e storico.












