Editore Adelphi / Collana
Anno 2024
Genere Noir
142 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Francesco Tatò
Un Simenon intimista, lontano dai romanzi che più lo hanno reso celebre, attento ai pensieri più profondi dell’individuo, alla ricerca di episodi dell’infanzia in cui trovare tracce nell’uomo adulto, ricordi sfuocati dal passato che desiderano emergere per raccontare il presente, luoghi, sensazioni e odori che riaffiorano per definire la persona nel presente. Èdouard Malempin, medico, professionista stimato, sposato, alle prese con la malattia del figlio minore, rievoca, con sforzo ma con convinzione, la sua fanciullezza, la sua famiglia e i misteri a cui aveva assistito, a partire dalla sparizione di uno zio a cui i suoi dovevano molti soldi. Segreti taciuti e intuiti, più che custoditi, enigmi che hanno sempre accompagnato la sua storia, e che tornano prepotentemente in quelle ore di insonnia e stanchezza, di preoccupazione e bilanci, raccontati attraverso un diario.
Non a caso, nella versione Mondadori del 1960 il libro si intitolava Ricordi proibiti (mentre la presente riedizione Adelphi riprende il titolo originale), proprio perché protagonisti sono i ricordi, frammenti sparsi di avvenimenti, di gesti, di scorci paesaggistici (la campagna francese, la fattoria, gli animali da accudire, il cavallo con il carro per gli spostamenti): per Simenon il presente si può capire solo attraverso il passato, e come per Freud la rievocazione dell’infanzia serve per comprendere la persona adulta, ciò che è successo allora ha determinato le scelte dell’uomo di oggi, e anche il rapporto, pur precario e imperfetto col padre, è stato determinante negli anni, forse anche inconsapevolmente. Malempin nel passato ha attraversato diverse zone oscure, mai comprese del tutto forse, ma sicuramente dense di mistero e di segreti, ombre pesanti e inquiete che hanno sempre accompagnato il suo cammino, dove le cose non dette sono state le più significative, contribuendo a creare un clima opprimente di disagio, di timori.
Simenon è maestro qui nel rievocare le paure del bambino, poi adolescente, attraverso sensazioni fugaci ma stagnanti, colori opachi, dettagli di oggetti e conversazioni come in una pièce teatrale a rappresentare l’attimo decisivo. Una ricerca meticolosa nei propri ricordi che però potrebbe non portare a niente: “Non ho alcuna certezza di arrivare alla verità”.
Il mondo degli adulti ne esce a pezzi, quasi tutte le persone sono grossolane, malfidenti, legate ai soldi, incapaci di affetti sinceri e amicizie disinteressate.
In questo romanzo dove mancano colpi di scena e grandi sorprese, l’attenzione è per i dettagli, per i messaggi comunicati senza parole, leggendo tra le righe, flashback improvvisi, gli sguardi posati su particolari che era meglio non notare perché non risolvono dubbi ma alimentano incertezze, paure, sospetti, impressioni fuggevoli.
In definitiva un romanzo particolare, una sensazione che prende come quando si è incerti tra essere già svegli o ancora in dormiveglia, dove i suoni sono attutiti e i colori spenti, dove la lontananza è a portata di mano, presente e passato si confondono, molto introspettivo, diversi piani si sovrappongono per raggiungere, alla fine, una conclusione, una scelta, quella del respiro, della vita, dell’azione, della luce, dello sguardo verso il domani.
Mauro Cremon
Lo scrittore:
Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989) è stato uno scrittore belga di lingua francese vallone, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese.
Tutte le opere di Georges Simenon sono in corso di pubblicazione presso Adelphi; fra i titoli più recenti ricordiamo L’America in automobile (2023) e La prigione (2024).












