Riccardo Bruni – Domino

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Editore Indomitus Publishing
Anno 2024
Genere Giallo
222 pagine – brossura e e.book


Ventimila euro trovati in una borsa, un calciatore tormentato e un cellulare compromettente rubato a un senatore: torna Dante Baldini a indagare i segreti oscuri di Rocca Tirrenica.

“Domino” è il terzo capitolo con protagonista l’investigatore Dante Baldini.
Un terzo capitolo che ha confermato – nella me lettrice – l’interesse verso questa serie e verso lo stile narrativo di Riccardo Bruni.
Nel caso non aveste letto gli altri due titoli precedenti – Baraka e Mistral – vi consiglio di farlo per apprezzare l’evoluzione delle storie personali dei principali protagonisti di questa serie.
“Il Domino alla lunga diventa un modo di ragionare. Anche le questioni più complesse possono risolversi così. Mettendo in fila una tessera dietro l’altra. L’idea di procedere passo paso mi ha aiutata sempre molto, perché ho un carattere difficile. Per anni ho combattuto con l’ansia, ma mettere in fila i pensieri, un pensiero per volta, agganciandone uno a quello precedente, è stata una salvezza.”
Sono le parole di una delle protagoniste delle tre storie. Il Domino diventa, mano a mano le indagini vanno avanti, una nuova fissazione anche per Dante. Lo affascina il modo in cui procede.

Mi ha attratta questo connubio tra gioco e vita reale, due parallele che corrono sullo stesso percorso. Così come accade per il biliardo, la grande passione di Dante.
Giocare significa ragionare sulle mosse da eseguire, pensare, riflettere. Nel caso di giochi individuali – come nel Domino – l’avversario è rappresentato da noi stessi, mettersi alla prova utilizzando sia le nostra capacità e sia i nostri limiti. I limiti, in fondo, li superiamo mettendoci alla prova con noi stessi e per noi stessi. Nel caso del biliardo, oltre a noi stessi, c’è un altro avversario, la persona che abbiamo davanti. Anche lui vuole vincere, anche lui riflette sulle migliori mosse che potrà attuare per sconfiggerci.

Ed ecco come due tipi di gioco possono – in maniera perfetta – adeguarsi alla vita e nella fattispecie alle indagini che Dante porta avanti per raggiungere un obiettivo, quello di risolvere nel migliore dei casi le investigazioni che vengono seguite dal nostro investigatore privato.
Nel caso del giocatore tormentato, Dante rinuncerà a un ulteriore cospicuo compenso, oltre alla tariffa concordata, che avrebbe potuto ricevere. Ha comunque risolto il caso ma decide di non rivelare alcuni particolari che avrebbero potuto danneggiare una terza persona coinvolta. Ecco che abbiamo il privilegio di assistere a gesti del genere.

Dante ha un’etica e filosofia morale molto alte. Mi piace pensare che non accada solo nei libri ma che, nel marasma della civiltà attuale che poco a che fare con l’etica, esistano persone come Dante, persone con grande levatura personale e professionale.
Parlarne è importante, partendo anche dai libri, per ricordare le persone di cui spesso non si parla perché, purtroppo, le persone di poco valore hanno voci e spazi più forti.
Nel caso dei ventimila euro trovati in una borsa, Dante ritroverà un amore di gioventù dei tempi del liceo, Valentina. Un rincontro che gli scatenerà vecchi ricordi, i ricordi legati ad un età che non c’è più. Ma ora lui è un uomo adulto, non è più un ragazzo. E’ stato un poliziotto, e non lo è più (almeno dal punto di vista istituzionale), ora è un investigatore privato.

Anche Valentina ormai è una donna ed un’imprenditrice. Si ritroverà invischiata in una brutta vicenda legata a delle proprietà di famiglia.
“Perché non sarebbe male, per una volta, godersi una giornata di sole senza sentire il puzzo di bruciato.
E invece il puzzo di bruciato lo avverto subito. Certe volte anche prima che bruci qualcosa.”
Le esperienze lavorative portano Dante a vedere il marcio anche dove sembrerebbe che non ci sia, il suo fiuto lo porta a sentire quel bruciato, il suo istinto a carpire cosa nascondono gli sguardi ed i comportamenti delle persone.

Ci sono le persone verso le quali prova empatia, sono le persone vittime del sistema, nei confronti dei quali emerge forte il senso di protezione.
Verso quelle persone che si macchiano di crimini, non prova altro che nausea e disgusto. Nausea e disgusto che non fanno altro che aumentare il suo senso di stanchezza nei confronti del mondo che lo circonda, dove continua a trovare in modo perpetuo gli ennesimi crimini.
Un senso di stanchezza che in Domino ho trovato così forte e così struggente.
Come si fa ad andare avanti nonostante tutto e tutti?
Come nel domino, “Un passo dopo l’altro, attaccando un pezzo alla vota.”

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Riccardo Bruni scrive romanzi gialli, noir e thriller.
Collabora con quotidiani, riviste e varie realtà del web, occupandosi di cronaca e di cultura. Segue da sempre il mondo dell’editoria digitale e cura laboratori e seminari sulla scrittura. Il suo sito web è www.riccardobruni.com