Editore Garzanti / Collana Narratori moderni
Anno 2025
Genere Giallo
368 pagine – brossura e ebook
Avvertenza: quella che segue è una recensione molto, molto, ma molto personale, molto più del solito. Il fatto è che il 21 gennaio è uscito, sempre per Garzanti, “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris”, il nuovo libro di una delle mie autrici del cuore, Alice Basso, che inaugura una nuova serie gialla – o se preferite “Cozy” – dopo quelle fortunate con la ghostwriter Vani Sarca e la dattilografa Anita Bo.
Ebbene, grazie a Contorni di Noir, io questo libro l’ho letto poco dopo l’uscita, eppure, contrariamente a quanto mi accade di solito con i libri di Alice, non mi sono fiondata al pc per scriverne entusiasticamente, tessendone le lodi sperticate. E si badi, questo non significa che non mi sia piaciuto, tutt’altro, è solo che mi sono serviti molti, molti giorni per riuscire a buttar giù un mio pensiero intelligibile. Ma andiamo con ordine.
La protagonista di questo libro – e di questa nuova serie – è Atena Ferraris, una trentenne… ehm, a dir poco particolare: sì, come leggerete dal risvolto di copertina, ha ventisette sveglie per ricordarsi di compiere azioni quotidiane semplici e non perdersi nell’immensità del tempo, si veste in modo scoordinato, dirige una sua rivista online di enigmistica e deve trovare una soluzione, una spiegazione per qualsiasi cosa. Ma chiamiamo le cose col loro nome: Atena è neuro divergente, in qualche modo ne è consapevole, sa di essere non convenzionale, di avere – come dice lei – “dei problemi” a cui però non sa dare un nome. Ecco, nella vita super scadenzata, metodica ed ordinata di Atena piomba tra capo e collo un mistero: latore è Febo, il suo bislacco fratello scrittore che per trovare ispirazione si è iscritto a una scuola di prestidigitazione… cioè di magia.
Qui Febo assiste a qualcosa che lo sconvolge – perché forse sconvolgerebbe chiunque – e non trova di meglio da fare che chiamare colei che sa sempre trovare una spiegazione a tutto, che sa soffermarsi su dettagli che gli altri non notano: la sorella Atena che, dovendo trovare soluzioni a tutto, malvolentieri se ne trova invischiata. È così che conosce due persone che, anche se ancora non lo sa, diventeranno importanti: Gemma e Iacopo. Il mistero, intanto, s’infittisce…
Questo libro ha tutte le carte per piacere ai lettori, per essere interessante, e infatti lo è e anche tanto. Ma la differenza tra Atena rispetto a Vani e Anita, personaggi che mi sono entrati nel cuore da tempo, è piuttosto evidente e proprio per questo motivo mi ci è voluto molto più tempo per entrare in sintonia con lei e quindi anche con la storia. E ancora, beh, se ci penso nutro qualche vaga, istintiva diffidenza, forse proprio per le fragilità a cui ci mette di fronte. Certo è che voglio leggerne ancora, non solo perché ho bisogno di chiarirmi le idee, ma anche per ritrovare la sempre brillante, arguta e bellissima penna di Alice Basso, nonché questi nuovi personaggi che, lo sento, ci regaleranno ancora tante sorprese. E allora forza, Atena, a noi due… conquistami!
Rossella Lazzari
La scrittrice:
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora per diverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani Sarca: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (2015), Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018) e Un caso speciale per la ghostwriter (2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale (2017) e Nascita di una ghostwriter (2018). Con Il morso della vipera (2020), Il grido della rosa (2021) e Una stella senza luce (2022) ha inaugurato una nuova serie ambientata nell’Italia degli anni Trenta.












