Carmen Mola – La bambina senza nome. Il terzo caso dell’ispettrice Elena Blanco

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Editore Salani / Collana Le Stanze
Anno 2024
Genere Giallo
400 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Laura Bortoluzzi


Presa dalla vita, dal tempo che corre sempre troppo veloce e dai tanti libri da leggere, ho potuto recuperare solo ora “La bambina senza nome” di Carmen Mola, pubblicato da Salani a fine ottobre 2024. È il terzo caso che vede come protagonista l’ispettrice Elena Blanco e la sua BAC, (Brigada de Analisis de Casos), che abbiamo già abbondantemente imparato a conoscere nei precedenti La sposa gitana e La rete porpora. Se per voi non fosse così, se non aveste ancora avuto occasione di approcciarvi a questa serie, il consiglio è di fermarvi qui, leggere i primi due volumi e poi tornare: mai come in questo caso è opportuno e consigliabile leggere i volumi come sono stati pubblicati. Per gli affezionati come me, invece, andiamo avanti.

Avevamo lasciato la BAC in pieno subbuglio dopo il terremoto interno provocato dall’inchiesta sulla rete porpora che aveva portato dolore e sgomento soprattutto nella vita della protagonista, Elena Blanco. Ci ritroviamo ora con una squadra in parte riorganizzata, che cerca di superare l’impasse con una new entry alquanto eccentrica, ma soprattutto senza di lei: Elena ha infatti lasciato la polizia, proprio a seguito di quell’inchiesta tanto dolorosa. La nuova coordinatrice è Chesca Olmo. Abbiamo imparato tutti a conoscerla, Chesca: impulsiva, sboccata, tosta, temeraria, ma dal grande cuore come tutti gli investigatori della BAC. Perciò, conoscendo il suo carattere, non ci stupiremmo se leggessimo che la sera del Capodanno cinese che introduce l’anno del maiale, la nostra Chesca, arrabbiata con Zarate che le ha dato buca, decide di passare la serata nel quartiere cinese.

Viene abbordata da un uomo e decide di seguirlo nel suo appartamento… ma è qui che succede qualcosa di strano. La sua mente annebbiata non sa come sia accaduto, ma al suo risveglio si trova in un altro luogo, un seminterrato angusto e fetido; inoltre ha polsi e caviglie legati. In poche parole, è appena precipitata in un incubo. La sua unica possibilità è che qualcuno la cerchi e soprattutto riesca a trovarla. Cosa che si rivelerà tutt’altro che facile: mentre cercano l’amica e collega, i membri della BAC scopriranno cose di lei che nessuno conosceva, neppure Zarate che le era diventato molto vicino; neppure Elena, che nel frattempo si è riunita al gruppo proprio per cercarla. Che la sua scomparsa sia legata al suo sempre più oscuro passato?

Ok, ho cercato di raccontarvene la trama senza spoilerare nulla, ma è difficile rendere l’idea di cosa sia questo libro. Già nel recensire i precedenti volumi vi avevo accennato all’escalation di crudezza e spregiudicatezza dei racconti di Carmen Mola – che mi ha molto ricordato Lars Kepler – ma qui c’è di più, qui si va oltre: questo libro è doloroso, fa proprio male al cuore! Come sempre la trama è piena di depistaggi, giravolte, colpi di scena; gli autori sono sempre padroni della narrazione, ne tengono saldamente le fila controllando i ritmi e la tensione. Se nel primo volume si era dato molto spazio alla caratterizzazione dei personaggi e nel secondo si era prediletta l’azione e gli sviluppi della trama, qui c’è un buon equilibrio tra storie dei personaggi – specialmente di Chesca – e spazio dedicato all’azione.

In conclusione, certamente siamo di fronte a un ottimo noir, però se deciderete di leggerlo, preparatevi all’eventualità di uscirne con le ossa rotte.
In origine si era parlato di una trilogia con protagonista Elena Blanco. Ora, io non so se questo sia l’ultimo romanzo della serie, anche se non mi sembra e, sinceramente, spererei di no!

Rossella Lazzari


La scrittrice:
Carmen Mola è lo pseudonimo dei tre scrittori e sceneggiatori spagnoli Jorge Díaz, Antonio Mercero e Agustín Martínez, che hanno rivelato la loro identità con grande scalpore durante la cerimonia di assegnazione del Premio Planeta, il più importante premio letterario iberico. A lungo è stata considerata l’Elena Ferrante spagnola. Frutto di una scrittura collaborativa moderna, di cui i tre autori sono tra gli esponenti più acclamati a livello internazionale, La Bestia ha venduto oltre un milione di copie e sarà pubblicato in quindici Paesi.