Editore Einaudi / Stile Libero Extra
Anno 2025
Genere Non Fiction
328 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Francesca Bononi
Come dicono in altri luoghi e contesti: What a ride.
Questo pamphlet della bestsellerista Fred Vargas, saggio forse considerate le oltre 300 pagine, è proprio questo: una cavalcata in quel luogo che stiamo rendendo sempre più oscuro e pieno di pericoli che si chiama futuro. Un futuro che non è più per nulla lontano come in The limits of Growth (1972) e che non si definisce più in secoli e decenni. Gli anni di cui scrive Vargas ne Un nuovo modo di vivere sono i nostri. Le generazioni future di cui esperti del recente passato e scrittori e scrittrici di distopie ed eco fiction scrivevano, il soggetto del narrare cautionary tale, nel 2025, siamo noi. È l’Età delle conseguenze, è il momento di affrontarle. Il “debito con la verità” nella serie Chernobyl (2019) verrà pagato.
Il limite superato, il tempo perduto, il rischio incombente e gli effetti manifesti dell’ignoranza, dell’ignavia, del denial, tutte funzioni narrative alle fondamenta del thriller e del noir, Vargas le tiene nel sottotesto, come in contenimento. Non è alle emozioni che si appella. Anche in questo saggio come nel precedente, L’umanità in pericolo (2020), Fred Vargas sembra scrivere, struttura il libro, per pagare il suddetto debito.
… alla fine del XIII secolo, l’Occidente, pieno come un uovo, faticava a garantire la propria sopravvivenza, sprovvisto com’era di superficie forestale e terreni incolti per nutrire adeguatamente gli animali e consumarli come nell’XI secolo. Sfortunatamente c’è stato bisogno che la seconda epidemia di peste del 1348 falcidiasse in cinque anni un terzo degli uomini, per vedere l’Occidente tornare a una forma di equilibrio…
Tra aneddoti storici e momenti di pausa Un nuovo modo di vivere sono pagine e pagine di dati, studi, riferimenti, statistiche. L’attenzione che Fred Vargas dedica alle supply chain, alle necessità energetiche, agli elementi essenziali che, dimenticati, scomparsi dalla mente e dall’immaginario del pubblico, è costante, ripetuta, necessaria. La popolazione deve sapere, ricordare che gli oggetti della vita quotidiana non appaiono magicamente e la verve di Vargas, mai, neanche per un attimo paternalista, è indirizzata alla sua Francia e all’Europa. Sono pagine in cui c’è urgenza senza catastrofismo o allarmismo ma non come tattica. Per Vargas è chiaro che la catastrofe è già in corso, gli allarmi sono già stati lanciati e i non detti sono pericolosi come un assassino nel buio che è già nell’appartamento. La “bomba” informativa in tutto il libro serve per dare fondamenta solide alla tesi. Vargas scrive per e a lettori e lettrici che rispetta, a cui tiene, li ritiene esseri pensanti e non oggetti emotivi hackerabili. Questo è un primo pregio del libro e della scrittura.
Questa credenza (stavo per scrivere «fede»), non supportata da nulla, nella perennità dell’elettronica, come se fosse sempre esistita e dovesse continuare a esistere, può portare a decisioni disastrose, e cito due esempi: gli operatori telefonici stanno abbandonando i vecchi sistemi di comunicazione (telefoni con presa a muro e relativi fax), senza rendersi conto che questa loro «fede» nella perennità dell’elettronica li porterà a commettere un errore madornale.
Il dono della bestsellerista è quello di essere riuscita a porre su pagina questioni complesse e statistiche apparentemente noiose in un libro scorrevolissimo, di agevole lettura. Non si può non notare che la “montagna” di dati e statistiche rientrano nella tradizione della collassologia francese di Servigne, Stevens e altri. Il libro è centrato su un’apocalisse mancata più volte, quella del peak oil, ovvero il momento in cui la produzione di petrolio mondiale raggiungerà il picco e a quel punto si potrà solo scendere con il rischio concreto di scendere in fondo lungo la scala della civilizzazione. La tesi, il boccone, la pillola da ingoiare per la lettrice e il lettore è infatti durissimo. Lo scenario è quello di una decrescita forzata. Vargas scrive che i limiti geologici, la quantità di energia che si può estrarre dal sottosuolo, sono già stati superati, il peak oil è già stato raggiunto. In qualche modo c’è un colpo di scena, sapientemente elaborato, che qui ovviamente non verrà svelato. Non è davvero un saggio sul cambiamento climatico e i suoi rischi ma un libro sul collasso, un preambolo dettagliato e un invito alla preparedness cognitiva collettiva. Quello che Vargas descrive è che il mondo in cui viviamo, e che con grande negazione e approssimazione chiamiamo “stile di vita” è già finito. Tocca prepararsi al mondo nuovo. Più a lungo tarderemo in questa preparazione peggio sarà e gli umani sono spesso pessimi nella preparazione. L’inazione, la sorpresa, lo “shock dell’Antropocene”, il fallimento dell’immaginazione sono lussi per chi ha tempo. Vargas in tutto il libro descrive quella che è, tecnicamente, una soft apocalypse.
Fred Vargas, come gli scrittori e scrittrici che vedono, salvi dalla grande cecità contro cui ha scritto Amitav Ghosh, anche con una carriera enorme in corso, ci tiene a scrivere un libro del genere. In molti modi il tempo sta scadendo quindi è scaduto e nell’Antropocene nessuno si salva da solo.
Antonio Vena
La scrittrice:
Fred Vargas (1957) è archeologa e medievista. Einaudi ha pubblicato tutte le sue opere. La serie dei tre Evangelisti: Io sono il Tenebroso (2000, 2003, 2006 e 2024), Chi è morto alzi la mano (2002 e 2006), Un po’ piú in là sulla destra (2008 e 2010); i casi del commissario Adamsberg: Parti in fretta e non tornare (2004 e 2006), Sotto i venti di Nettuno (2005 e 2008), L’uomo a rovescio (2006 e 2008), Nei boschi eterni (2007, 2008 e 2024), L’uomo dei cerchi azzurri (2007), Un luogo incerto (2009, 2011 e 2024), La cavalcata dei morti (2011 e 2012), Tempi glaciali (2015 e 2016), Il morso della reclusa (2018, 2019 e 2024) e Sulla pietra (2024); il noir Prima di morire addio (2010); la graphic novel I quattro fiumi (2010); i racconti Scorre la Senna (2009); i saggi: Critica dell’ansia pura (2010), Piccolo trattato sulle verità dell’esistenza (2013), L’umanità in pericolo (2020) e Un nuovo modo di vivere. Affrontare l’aumento delle temperature e il declino delle energie fossili (2025).












