Editore Mercurio
Anno 2025
Genere Horror
512 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Gaja Cenciarelli
Da qualche parte nel Midwest degli Stati Uniti, in una cittadina come altre, la vita di comunità, la messa domenicale, le monofamiliari e il vicinato, il mall, il liceo.
Sophie Allen sta cominciando a intuire che qualcosa del suo mondo è orribilmente sbagliato. Il demone del peccato cospira con il suo corpo di giovane donna contro l’innocenza dell’anima, il fratello maggiore Noah è stato cacciato da casa per essere “curato”, i ragazzi la guardano, odorano in modo diverso, i libri che può leggere oltre la Bibbia non le bastano più. Le mura che i genitori, integralisti cattolici, le hanno costruito intorno cominciano prima a rivelarsi, poi a mostrare crepe. Lo svelamento, il crollo delle finzioni di Sophie che sta diventando adulta, la weirdness del mondo in cui è cresciuta, uno che è di controllo biopolitico, mortificazione della carne e della mente, fanatismo e trauma generazionale, sta per compiersi ma non c’è tempo.
C’è un’altra apocalisse in corso e in arrivo, una non interiore di cui Sophie può appena leggere i segni perché le è vietato l’accesso a Internet. Le metropoli costiere, l’altra America, sono sotto quarantena ormai da mesi. Un nuovo ceppo influenzale non arriva da solo e la pandemia non rimane nelle grandi città liberal.
Ora che tutto è più luminoso, ora che splende la luce del giorno, mi aspetto di vedere i segni dell’epidemia, mi aspetto di vedere i segni delle persone che hanno cercato di fuggire e si sono schiantate o hanno cercato di salire in macchina prima di essere trascinate via. Ma non c’è niente di tutto ciò. Sospetto che nessuno sia riuscito a varcare la soglia degli edifici. Sospetto che tutti abbiano bevuto dallo stesso calice del Suo sangue, che siano stati tutti contagiati allo stesso tempo.
L’emergenza cambia il ritmo, la Catastrofe smette di abitare schermi e luoghi lontani ed entra nelle case. Sylvie è un virus altamente contagioso e mortale che scatena furia omicida e frenesia sessuale negli infetti. È l’Estasi americana che divampa verso l’entroterra. Sophie, il cane che ha adottato e un gruppo di sopravvissuti attraversano tutte le fasi della diffusione, del contenimento, i tropi e le scene della zombie apocalypse contemporanea. Un gruppo che è costruito e descritto in modo eccellente, una nuova famiglia postapocalittica, un fare kin, autentico, complesso, liberatorio e funzionale alla sopravvivenza e alla crescita dei personaggi. Il percorso interiore di Sophie, l’adolescente appena uscita dalla bolla genitoriale e catapultata nel mondo contemporaneo e insieme nella landa apocalittica, si compone di tratti retorici e ripetitivi ma anche di visioni e pagine ispirate, evocative.
Alla protagonista Sophie che in qualche modo si sta deprogrammando da un immaginario insidioso e complesso, qualche pagina ridondante, quasi young adult, è cosa non solo perdonabile ma forse anche un pregio per altri lettori e lettrici. I momenti di tormentata estasi, nella lotta tra il corpo e l’educazione imposta, lo svolgimento su pagina dei demoni e degli spettri di Sophie sono al contrario pregevole scrittura.
Come già nel bellissimo Maeve, l’autrice Cj Leede compone l’architettura del suo romanzo di complessi mirroring e bellissimi omaggi al genere e al suo immaginario. Come Maeve è il riflesso genetico di sua nonna, così Sophie vede i futuri interrotti, la gabbia delle norme e il trauma nel corpo e nelle parole della madre. Ancora, la dissonanza informativa di Sophie è lo specchio del denial e della dissonanza cognitiva della popolazione generale di fronte alla Catastrofe. È qualcosa che abbiamo visto durante la pandemia di Covid-19, quella strana negazione e ignoranza pur vivendo sommersi dalle informazioni è qualcosa in cui il lettore e la lettrice può riconoscersi. Le notizie sulla pandemia in Estasi americana trapelano come le informazioni sul sesso, le pulsioni dell’adolescente. Il mondo non può essere nascosto o contenuto, così come l’istinto di sopravvivenza e a vivere è un linguaggio non verbale su cui interferenze e contaminazioni vanno elaborate, gestite, superate. Cj Leede fa di Sophie una grande protagonista nel noi della letteratura.
Mi sento leggera, stordita e calda. Quasi effervescente. Nessuna di noi fa una mossa per alzarsi. Fissiamo il soffitto di metallo nella stanza, il lento e costante gocciolio del burro che continua a sciogliersi. La luce trema sopra di noi.
E la sento arrivare. La realtà. Tutto quello che è successo finora. Tutto ciò che ci aspetta.
La scena dell’attizzatoio, del bug out forzato, dell’autostrada sono ancora pagine e pagine in cui Cj Leede mostra magistrale padronanza degli attrezzi immaginifici, di momenti e dettagli, del genere che svolge nel romanzo. La cifra autoriale di Cj Leede è indubbiamente il suo grande talento, occhio e cura, nel retelling e superamento di momenti iconici che lettrice e lettore incontrano e riconoscono. La risposta delle autorità è competente, disperata, supera stereotipi. È parte del mondo degli adulti e saranno altri adulti, altri antagonisti, a contrastarlo. Questa di Cj Leede è un’apocalisse complessa, multilivello, sottotesto e scenario sono altrettanto complessi, intelligenti, capaci. Il fanatismo religioso come patriarcato manifesto è un delirio antiumano, un’allucinazione, un mostro prima del demone diffuso negli infetti. Sophie dovrà passare da un’apocalisse per guarirne, essere libera.
Come raccontare la fine del mondo:
Non risparmiare nessun dettaglio, a qualunque costo.
Cj Leede, nonostante la promessa e il proposito, risparmia più di qualche dettaglio. Il livello di violenza e orrore che il virus Sylvie dovrebbe produrre è quello mostrato in Crossed di Garth Ennis, un gore che è oltre il falò finale di The Road. Molti e molte possono fidarsi e ringraziarla.
Il cocktail virale che prepara Cj Leede è più che sufficiente a garantire che Estasi americana sia un horror degno del termine: avvincente, eccitante, violento. Bravissima ancora nelle scene d’azione, all’aperto come nei luoghi chiusi; di lotta, fuga, pagine dinamiche e momenti forti e di grazia si susseguono creando un page turner di grande qualità.
Chi ha uno scaffale per le apocalissi zombie potrà tranquillamente mettere Estasi americana accanto a Survivor Song di Tremblay, Zona Uno di Colson Whitehead e Febbre di Ling Ma. E Cj Leede tra gli autori e autrici di cui si aspetta il prossimo romanzo.
Antonio Vena
La scrittrice:
Cj Leede è una scrittrice horror. Il suo romanzo d’esordio, Maeve, ha vinto il Golden Poppy Octavia E. Butler Award e lo Splatterpunk Award e ha ottenuto una nomination al Bram Stoker Award. Estasi Americana è stato inserito tra i migliori libri horror del 2024 da «Esquire» e «Vulture».












