Editore Salani
Anno 2019
Genere Thriller
456 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Samanta Katarina Milton Knowles
“Le persone in questa stanza non c’entrano niente l’una con l’altra. Quelli come noi di solito non si incontrano. Al limite alla stazione della metro durante uno sciopero dei tassisti, oppure nella carrozza ristorante di un treno ma non in un’aula scolastica. C’è puzza di uovo marcio. L’aria è grigia e densa di fumo di polvere da sparo. Hanno tutti almeno una pallottola in corpo, a parte me. Io non ho neanche un livido.”
Nel liceo del quartiere più elegante di Stoccolma cinque persone sono state uccise da una raffica di proiettili mentre erano in classe. Fra di loro c’era anche Sebastian, il figlio dell’imprenditore più ricco di Svezia. Maja Norberg, la sua fidanzata, popolare studentessa diciottenne di buona famiglia, è sopravvissuta ed è accusata della strage. Maja si è sempre dichiarata innocente ma nessuno le ha mai creduto. Ora, al processo che la vede come unica imputata, ha la possibilità di raccontare la sua verità.
Bestseller in Svezia nel 2016, vincitore di numerosi premi fra cui il Glass Key Award 2017 e pubblicato in Italia grazie a Salani nel 2018 – con l’ottima traduzione di Samantha K. Milton Knowles – Sabbie mobili è un romanzo sempre attuale, capace di indagare le pieghe più oscure del disagio giovanile, squarciando il velo di ipocrisia e falsità che ricopre il vero volto di una comunità agiata che si nasconde dietro il suo rassicurante perbenismo. Un thriller young adult avvincente e ipnotico, da cui non ci si riesce a staccare e che entra dentro fin nelle ossa, travolti da una spirale di inquietudine e angoscia che si allenta solo nel finale, inaspettato, divisivo, spunto importante per riflessioni profonde.
Ed è proprio nella costruzione di questa storia, nel modo stesso in cui è stata strutturata – il dipanarsi di tutte le fasi di un processo che dura tre settimane, il sapiente intreccio fra presente e passato, l’alternanza armonica fra narrazione e dialoghi -, che risiede la forza magnetica di una lettura che lascia il segno. Quella sensazione di sprofondare piano piano, inghiottiti dalle sabbie mobili che lentamente imprigionano il lettore assieme agli stessi protagonisti, risucchiati in un buco nero senza fondo che travolge implacabile tutto ciò che lo circonda, dai sentimenti all’affetto, dalla ragione all’empatia, restituendo il ritratto crudo e doloroso di una generazione ormai alla deriva, che affoga in un vuoto emotivo e che si nutre di relazioni tossiche e solitudine, di cui, in realtà, i primi responsabili sono gli adulti, occupati a girarsi dall’altra parte, totalmente indifferenti ai drammi che li circondano.
Un crime nordico, certo, con tutte le caratteristiche del genere – spietato, gelido e incalzante – ma drammaticamente contemporaneo e vicino, perché il disagio dei ragazzi, la mancanza di ascolto, la paura del diverso, la noia, la dissociazione dalla realtà e tutto ciò che comporta un’assenza della relazione, non interessano solo la pulita ed efficiente Svezia, e nemmeno una certa classe sociale, ma stanno diventando lo specchio di un modello di società che ci riguarda tutte e tutti da vicino. Ed ecco perché è importante, a mio parere, continuare a parlare e a confrontarsi su storie come quella di Maja e Sebastian, storie scomode, disturbanti, difficili, che, anche se non nuove di stampa, meritano di non essere tralasciate o dimenticate. Vi segnalo in conclusione anche la serie tv Netflix tratta dal romanzo. Molto ben strutturata e coinvolgente, offre, come il libro, importanti spunti di riflessione.
Un ultimo accenno merita infine la copertina del romanzo che, nell’ultima edizione, riprende un’immagine della serie tv. Particolarmente significativa e inquietante, riesce a catturare l’attenzione dei lettori più giovani e non solo grazie alla grafica dallo stile contemporaneo, alle espressioni dei due attori protagonisti e al colore sullo sfondo, acceso e moderno, capace di distinguersi a colpo d’occhio.
Linda Cester
La scrittrice:
Malin Persson Giolito è nata a Stoccolma nel 1969. Ha lavorato come avvocato per il più grande studio legale scandinavo ed è un funzionario della Commissione Europea a Bruxelles, dove vive con il marito e le tre figlie.
Sabbie mobili è il suo terzo romanzo e ha riscosso un enorme successo vendendo più di 300.000 copie in Svezia. Ha vinto diversi premi, tra cui il Best Crime Novel 2016, il Glass Key Award 2017 e il Prix du Polar Européen 2018.












