Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2026
Genere Giallo
336 pagine – brossura e ebook
Il “Giallone”, la vecchia Vespa di Enrico Radeschi – protagonista dei romanzi di Paolo Roversi – è ormai famosa come la Jaguar di Diabolik o la Aston Martin di James Bond. È proprio a cavallo del Giallone che Radeschi torna al paese natio durante le vacanze di Pasqua. Lasciata a Milano la sua assistente, la giovane filippina Liz, ancora malinconico per la scomparsa del Danese, l’amico di sempre, il nostro torna a trovare mamma e papà nella Bassa padana, più precisamente a Capo di Ponte Emilia, con la determinata intenzione di farsi una vacanza come si deve. Sono i luoghi dell’anima, i ricordi, i sapori, i profumi, le madeleine, come direbbe Proust. Tutto farebbe presagire, dunque, un momento di idilliaca tranquillità. Ma trattandosi di Radeschi, questo non è possibile. Intanto mentre arriva a Capo di Ponte Emilia il Giallone si spegne e sarebbe una tragedia se non venisse soccorso dalla bella Lana, esperta meccanica che rimette in pista la Vespa e lascia in sospeso possibili piacevolezze. Ma questo è solo l’inizio, perché ben presto saltano fuori tre cadaveri, due uomini e una donna, abbandonati in vari punti della Golena. Chi li ha stesi, li ha sistemati secondo uno schema che comporta, tra le altre cose, le mani giunte a tenere stretto un orologio sovietico di marca Sturmanskie, con le lancette ferme sulle 3:15.
Che fare? Tirarsi indietro? Uno come Radeschi? Giammai.
Assieme all’amico Giorgio Boskovic, maresciallo dell’Arma, il nostro giornalista detective si lancia a testa bassa nell’indagine per riempire di scoop le pagine di Milano Nera, la testata online più seguita del Web. Vero e proprio viaggio iniziatico, tra leggende di paese, anelli scomparsi, antichi tribunali delle acque, e il Po a fare da sfondo, la storia si addentra tra le notti senza luna della Bassa, in un turbinio di avventura, cibo, e buone bevute. Nel frattempo, a Milano, anche Liz viene coinvolta dal vicequestore Loris Sebastiani, che per risolvere l’omicidio di un luminare, in mancanza di Radeschi deve affidarsi alle capacità della giovane filippina. Non mancano alcuni strani comprimari, quali il gatto Mirko, il gallo William, il procione Rufus e addirittura un armadillo, Gatsby, tutti quanti interessati a raccattare qualche pezzetto di cibo durante i pranzi luculliani che prepara mamma Radeschi. Così, tra salame all’aglio, tortelli di zucca e lambrusco frizzante, poco per volta si dipana la vicenda. Non senza alcuni inaspettati colpi di scena, ça va sans dire.
Paolo Roversi (che sospetto subisca un caso di forte transfert con il suo personaggio), autore, giornalista, ideatore dell’ormai ventennale premio Nebbia Gialla, diverte e si diverte in questa dodicesima avventura di Radeschi. Roversi ormai maneggia la penna come Radeschi conduce il Giallone, in maniera spericolata e facendo lo slalom tra scene divertenti, altre più drammatiche e, in questo più che in altri, raccontando i luoghi con la passione di chi li conosce e li ha vissuti. E, ullapeppa!, dandoci pure dentro con il dolce su e giù, come lo chiamava Anthony Burgess.
La trama è intessuta di presente e passato, dagli anni Sessanta ai tempi dei Gonzaga e i personaggi si muovono con quella sicurezza che viene soltanto dalla pratica e dall’esperienza. A unire il tutto, la tecnologia informatica che, assieme al Giallone, non manca mai. Ma sarà la tradizione, unita all’intuito a svelare bugie taciute, verità sepolte e colpe indelebili che le acque del Po restituiranno poco per volta. Perché le storie, lo sappiamo bene, hanno la memoria lunga e prima o poi, quando meno te lo aspetti, vengono a bussare alla tua porta.
Enrico Pandiani
Lo scrittore:
Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Con Marsilio, oltre agli otto volumi della serie di Radeschi, ha pubblicato il dittico Città rossa sulla storia della criminalità milanese degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Ha vinto diversi premi letterari fra cui il Premio Camaiore per la letteraturagialla 2007, il Premio Selezione Bancarella 2015, il Premio Garfagnana in giallo 2015 e il Premio Scerbanenco dei lettori 2020. I suoi libri sono tradotti in otto paesi tra cui Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.












