Neal Barrett Jr. – La banda dell’altro mondo

1639

Editore Giulio Perrone Editore / Collana Hinc Joe
Anno 2019
Genere Giallo/Sci-fi
422 pagine – brossura e epub
Traduzione di Seba Pezzani


Quando state facendo crocette sui giorni che vi mancano ad andare in vacanza, c’è una costante sensazione d’incombenza che vi accompagna. Avete voglia, necessità, di vacanza, ma nello stesso tempo siete assediati da quello che la vacanza comporta. Fermare il flusso quotidiano, la routine, per due settimane (di più se siete fortunati) e doversi inserire – a volte maldestramente – in un altro flusso, dai ritmi diversi. Ecco, almeno a me, vengono in mente le estati da ragazzo, tra i miei quattordici e diciott’anni, quando l’arrivo dell’estate e della vacanza era accolto senza alcuno stress o pensiero o altro. Bene, questo sentore di “amarcord” (titolo felliniano nato dall’unione dell’espressione romagnola “a m’arcord“: mi ricordo) ha preso anche leggendo questo racconto e credo lo si possa usare anche per definirlo in senso generale: una storia sul ricordo e la ricerca di significato.

Se state cercando un romanzo che arrivi rapidamente al punto, questo potrebbe non essere adatto a voi. Ma se siete alla ricerca di un racconto che è come un gatto pigro che si stira godurioso in un quadrato di luce solare di fine estate facendo trasparire da quel gesto un’intenso carico di gioia sensoriale, allora sarà una vera delizia. La scrittura di Barrett emoziona in modo particolare perché riesce a creare immagini vivide che parlano a più livelli e che potrebbero farti desiderare fortemente di rivivere momenti chiave della vostra giovinezza. Se siete amanti dei libri a 180 bpm, questo non fa per voi. Qui siamo davanti a un racconto che fa della lentezza un punto di favore. Come quando fai il ragù: prima di tre o quattro ore non è pronto. La narrazione è lenta, dunque, ma graduale e segue le tappe vagabonde di Dough che si interrompono sempre nel momento in cui sembrano concretizzarsi, con lui impegnato più a sabotare sé stesso in modo intenzionale.

Sebbene il libro inizi abbastanza convenzionalmente, i ricordi di Dough inducono rapidamente il lettore a capire che le cose stanno per diventare molto strane e, credetemi, lo faranno. Di certo, com’è a mio avviso nell’intenzione dello scrittore, a un certo punto perderete il filo. Vi troverete a tu per tu con un altro Dough che si ritrova in uno strano paradiso che è esattamente come l’Oklahoma, ma dove tutto costa 5 centesimi e ne succedono di ogni. Per questo potreste pensare addirittura di star leggendo un’opera di fantascienza, ma nella mia mente è più enfaticamente un’opera di narrativa letteraria che flirta con un generoso tributo di realismo magico. Ogni scena, ogni paragrafo è ricco, denso e strutturato con una visione iconica di un’America passata o forse di un’America che esiste solo nei ricordi di coloro che sono cresciuti nella prima metà del ventesimo secolo.

Barrett cattura il disorientamento di Doug mentre la sua vita cade un po’ a pezzi e adoro l’umorismo, l’immaginazione e la tenerezza con cui ne gestisce le conseguenze. Il gioco del basket (o l’ossessione per esso) e le partite di tennis nella seconda metà del libro mi hanno fatto ridere a crepapelle.

Dovete prepararvi ad una ridda di divagazioni e a un flusso costante di nuovi personaggi tale che qualcuno di voi potrebbe di colpo desiderare la narrativa piana di un Topolino. Ma poi, dopo aver letto e finito il romanzo, vi ritrovete addosso una sorta di nostalgia che vi farà venir voglia di rileggerlo.

Michele Finelli


Lo scrittore:
Neal Barrett, morto a 84 anni nel 2014, era un noto autore di fantascienza e di gialli polizieschi nonché mentore di Lansdale stesso, il cui tono faceto ricorda quello di altri maestri texani come il premio Pulitzer Larry McMurtry. La stravaganza sconfinata, invece, porta il lettore direttamente dalle parti di Thomas Pynchon. La banda dell’altro mondo è “un romanzo on the road, ma invece che su una strada del Texas potrebbe tranquillamente svolgersi sulla via Lattea”, afferma Lansdale.