Maria Sordino – Impronta di caffè

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Editore Il Seme Bianco – Collana Magnolia
Anno 2020
Genere Giallo
168 pagine – brossura


“Antò, il tuo caffè è una poesia. Mi devi assolutamente spiegare il tuo segreto. Per quanti ne abbia bevuti in Commissariato in questi anni, nessuno è buono come il tuo”.

Proprio il caffè, quello speciale che solo a Napoli sanno fare – lo affermava anche De Andrè nella sua famosa canzone – è la colonna sonora che accompagna tutta la storia.
Forte, cremoso, amaro, zuccherato, lungo, ristretto… ciascuna di queste varianti potrebbe accompagnare qualche momento del romanzo.
Soprattutto AMARO.
Perché la vita dell’Ispettore capo Franco D’Arminio, di stanza nel Commissariato San Paolo di Napoli, ha ben poche gioie, se si escludono l’amore e l’impegno per il suo lavoro.
Vedovo – la moglie amatissima è morta tragicamente da pochi mesi; una figlia, Carla, che si è allontanata sempre più da lui, soprattutto dopo la morte della madre, e il loro rapporto conflittuale è motivo di grande sofferenza per l’uomo, che si ritrova solo.
Il lavoro, allora, è l’unico momento di sollievo, nonostante le miserie umane che incontra abitualmente…
L’ispettore deve affrontare un omicidio brutale: una giovane, bellissima donna, violinista, moglie di un noto direttore d’orchestra, più anziano di lei.
Franco D’Arminio ha una caratteristica curiosa: quando si trova di fronte a questi efferati delitti, vien colto da emicrania fortissima, e non riesce a stare meglio finché non vede una soluzione del caso.

Anche stavolta si ripete il solito copione del mal di testa violento, ma lui parte a indagare.
Durante le sue ricerche si imbatte in svariati personaggi, tutte figure ben delineate dall’autrice, che di volta in volta gli rivelano nuovi aspetti della donna uccisa.
Mentre gli interrogatori procedono, le domande che si pongono gli investigatori sono numerose e discordanti tra loro.
Ma Amalia Ferraro, la giovane uccisa, era veramente quella che appariva al mondo, o molte altre sfumature – alcune assai…opache – la rendevano in realtà tutt’altra persona?
Tra un caffè e l’altro, che sia quello corposo del bar o quello meno appetibile del distributore automatico, le scoperte si moltiplicano, e la figura dell’uccisa si arricchisce sempre di nuovi aspetti, come pure quella degli uomini che hanno fatto parte della sua vita travagliata.
Ci sono violini pregiati – o sono dei falsi? – poi un cammeo speciale grosso come un’arancia, poi ancora preziosi secretaire con scomparti segreti. Tutto concorre a rendere la faccenda sempre più ingarbugliata agli occhi degli inquirenti.

Tra un dubbio e l’altro, la vita privata di D’Arminio procede, con mille tormenti, con ricordi dolorosi, con rimpianti senza fine, con tentativi vani di riavvicinarsi alla figlia.
La pagina più bella del romanzo è la struggente lettera che l’uomo scrive alla moglie in un momento di sconforto – o immagina soltanto di scriverle – per sollevarsi un attimo dal macigno che gli pesa sul petto.
Il contesto: Napoli. Una Napoli periferica che c’è, ma resta sempre secondaria rispetto ai vari personaggi della storia e ai loro problemi.

Questo romanzo è il classico giallo che di giallo ha ben poco, nonostante secondo i canoni tradizionali solo nelle ultime pagine si sappia chi sia il colpevole. E’ una storia di sentimenti, ricca di interiorità, di riflessioni.
Ogni azione, ogni avvenimento è occasione di una ricerca dell’intimo, è uno scavare nel passato, nei ricordi, trasformando così quella che potrebbe essere una vicenda di normale amministrazione (specie in questi tempi) in un viaggio nel dolore, che sia dato dalla gelosia, dall’incomunicabilità, dalla perdita, dalla morte.
Scritto con stile fluido e scorrevole, accattivante e mai noioso, benché indugi molto nell’introspezione dei vari personaggi, questo romanzo è intenso e delicato nello stesso tempo: certamente sarà gradito a chi non ama le storie che restano in superficie, ma che scavano in profondità e nel dolore in tutti i suoi aspetti.

Rosy Volta


La scrittrice:
Maria Sordino è nata a Napoli nel 1966, dove vive col marito e i figli. Informatore medico scientifico di professione, scrittrice per passione, è autrice di numerosi racconti, molti dei quali hanno vinto premi letterari in contesti nazionali e internazionali. Collabora a titolo volontario per il quotidiano online 2A News.it. Impronta di caffè è il suo romanzo d’esordio.