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Contorni di Noir | September 22, 2017

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John Burnside – Glister

| On 01, Dic 2014

Editore Fazi Collana Le Strade
Anno 2010
309 pagine – rilegato
Traduzione di E. Terrinoni

Books1505JohnBurnsideLa terra nei dintorni allo stabilimento chimico è malata, le perdite e le infiltrazioni provenienti dall’impianto chimico hanno compromesso irrimediabilmente l’intero territorio avvelenandolo.

Tutto girava e gira attorno all’impianto chimico abbandonato, ormai con i resti di un centinaio di edifici e una rete di binari dismessi che costeggiano l’Innertown fino ad arrivare al vecchio porto.

L’Innertown, un luogo che adesso è solo un ghetto di lavoratori avvelenati ed emarginati e l’Outertown, con le sue ville stile ranch finto elisabettiano, i prati e le siepi miracolosamente verdi.

Un poliziotto, un imprenditore di dubbia moralità, il cadavere di un ragazzo, sparizioni misteriose di teenagers, personaggi ambigui e oscuri, gli ingredienti ci sono tutti, ma non dobbiamo lasciarci ingannare … Glister non è solo questo, Glister è qualcosa di più, è il qualcosa che ti riempie dentro e ti avvolge fuori.

Tutto inizia (forse) quando John Morrison, un “poliziotto” di zona, trova il cadavere di un  giovane, seguito dalle sparizioni di altri ragazzi. La gente vuole sapere dove sono andati a finire i ragazzi dell’Innertown, ma oltre alle famiglie degli scomparsi, nessuno si aspetta molto da John… non è addestrato né dispone di risorse adeguate per ritrovarli, questo lo sanno tutti, e tutti sanno anche che a nessuno importa nulla di cosa sia accaduto a quegli adolescenti dell’Innertown oltre i confini del loro distretto avvelenato, fatto di macerie industriali e di macchia costiera.

Quando John Morrison trova il cadavere di Mark Wilkinson, fa l’errore di chiamare il suo “amico” Brian Smith, il classico ragazzo della porta accanto divenuto importante, che non chiedeva favori, li offriva, ma con una stretta di mano capivi che la tua anima era ipotecata per sempre.

Forse la svolta alle misteriose scomparse può darla il quindicenne Leonard Wilson, con un padre malato ed una madre che li ha abbandonati entrambi, con un solo vero amico, l’Uomo Falena, con le sue sporadiche apparizioni, il suo camper ed il fuoco del falò acceso per preparare il suo tè.

Forse… ma non è semplice quanto si possa pensare, soprattutto quando il prezzo che si deve pagare per le proprie azioni non lo stabiliamo prima e non siamo in grado neanche di poterlo contrattare in seguito.

Lo stile di Burnside lo definirei snello, secco ed inesorabile, non ti annoia nel descrivere luoghi e personaggi e ti lascia ampia libertà nell’interpretare le situazioni fisiche e gli stati d’animo e mentali delle sue “creature”.

È sufficiente leggere le poche righe, sulla copertina del libro, della biografia dell’autore per essere quasi preparati ad affrontare questo romanzo, il cui ritmo costringe il respiro di chi lo legge a prendere inesorabilmente il tempo del racconto stesso, che come un metronomo indifferente e imperterrito continua il suo battere costante fino all’ultima pagina che purtroppo arriva spietata.

Glister ha confermato tutte le mie aspettative, ed alla fine non puoi fare altro che essere d’accordo con chi dice: «A work begging an immediate second reading…» (Opera che implora un’immediata seconda lettura…) [Irvine Welsh].

 Massimiliano Mancuso

Lo scrittore:
John Burnside è nato nel 1955 a Dunfermline, in Scozia, ed è docente di scrittura creativa presso The University of St Andrews, a nord di Edimburgo. La sua vasta produzione poetica è stata insignita nel 2008 di uno dei più importanti premi di poesia del Regno Unito, The Cholmondeley Award, e la sua raccolta The Asylum Dance ha vinto nel 2000 il Whitbread Poetry Award. Autore di un memoir sul suo drammatico rapporto con il padre (A Lie about My Fatheter, scelto dallo Scottish Arts Council come Non-finction Book of the Year), un uomo tirannico e violento che per anni ha vessato lui e la madre – tanto da spingere John all’alcolismo e alla droga prima, e più tardi a un temporaneo ricovero in un istituto psichiatrico -, Burnside ha scritto inoltre la raccolta di racconti Burning Elvis (2000) e numerosi romanzi: The Dumb House (La casa del silenzio, Meridiano Zero , 2007), The Mercy Boys (1999), insignito dell’Encore Award, The Locust Room (2001), Living Nowhere (2003) e The Devil’s Footprints (2007), finalista al James Tait Black Memorial Prize 2008 e all’International IMPAC Dublin Literary Award 2009. Glister è stato candidato al Warwick Prize 2009. Jhon Burnside vive a Fife, in Scozia, con la moglie e i due figli.