Loriano Macchiavelli – 33 indagini per Sarti Antonio

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Editore SEM
Anno 2020
Genere Giallo
980 pagine – rilegato e epub


Oggi vi voglio parlare di un personaggio seriale italiano, che mi ha letteralmente conquistata. Sto parlando di Sarti Antonio, sergente, nato dalla penna di Loriano Macchiavelli, forse recentemente dimenticato ma che, grazie alla casa editrice SEM, ha visto nuova luce. E’ uscito da poco nelle librerie, infatti, il libro intitolato 33 indagini per Sarti Antonio, che raccolgono tutte le indagini in forma di racconto scritte fra la metà degli anni ’70 e il 2008.
Sui racconti potrei farne una trasmissione a parte, di quanto in Italia non siano considerati e invece nascondono delle vere e proprie chicche, come questa raccolta. Ovviamente parliamo di un autore grandissimo, Alcune storie sono cortissime, anche solo di quattro pagine, ma con poche pennellate Macchiavelli riesce a completare il quadro.
Loriano Macchiavelli, bolognese, nella sua lunga carriera ha pubblicato più di cinquanta libri tra romanzi e racconti, oltre a varie pièces teatrali.
Nel 1997 con Macaronì ha iniziato una collaborazione letteraria con Francesco Guccini.

Gli hanno chiesto: “Perché racconta il crimine?” E lui ha risposto: “Io vivo in tempi oscuri e perché la parola sincera è follia.”
Alcuni temi sono cari a Macchiavelli, come quello dell’infanzia. Fa invece da contraltare una vena polemica nei confronti dell’editoria, dello spettacolo, della tv, della moda, ambienti con i quali lo scrittore ha dovuto fare i conti durante la sua lunghissima carriera.
E’ stato un autore alle volte scomodo, che ha tirato fuori la polvere sotto il tappeto di argomenti spinosi e per i quali ha scritto sotto pseudonimo.

Una bellissima introduzione di Massimo Carloni e Roberto Pirani ci racconta di Sarti Antonio, davvero unico nel suo genere, antieroe umanissimo, ha una memoria incredibile, amante del caffè (come lo capisco) e affetto da colite cronica.
Parla da solo, per seguire meglio i pensieri che gli vengono in mente. È un uomo mite ed è più facile che le prenda anziché darle.
Ambientazione è la Bologna di quegli anni, una città in fermento, in continua trasformazione, che a guardare in superficie sembra semplice da capire, ma appena si scava più a fondo, nasconde molte più complicazioni.
Macchiavelli, su Il resto del Carlino, si definisce un romanziere di indagini e fa condurre al suo personaggio casi complessi, legati ad esempio all’attacco della sede del movimento sociale nel 1975, con studenti mascherati, armati di bastoni e molotov che sfasciano i negozi.
Non mi sembra che oggi le cose siano cambiate tanto…

Alcune storie sono basate su fatti realmente accaduti e non sempre c’è il finale consolatorio, e quando avviene, lo stesso personaggio rimane turbato, tormentato.
Attenzione, però, che sul finale consolatorio Macchiavelli dice a gran voce che nei romanzi gialli o la letteratura criminale in genere non lo hanno perso. “lo dimostra il fatto di non essere più in contrasto con la società che li ospita. “ dice. “Da quando sono accettati di buon grado, incensati e considerati capolavori, hanno perduto la loro forza negativa, che era poi possibilità di mostrare al lettore minimamente attento, un’altra verità. Che non era la verità ufficiale, ma la verità che si voleva nascondere. “

Altre particolarità e curiosità: un io narrante particolare, che spesso commenta e dialoga con il suo personaggio, partecipando attivamente all’azione.
Esistono poi i personaggi che ruotano intorno a Sarti Antonio, come Felice Cantoni, agente che guida l’auto 28, che avrà il suo momento di gloria con un racconto dedicato alla sua figura, o Poli Ugo, vice ispettore aggiunto e archivista nella questura di Sarti, detto lo Zoppo per una gamba massacrata durante una sparatoria. Ma senza l’amico Rosas, universitario ed extraparlamentare di sinistra, colto e logico quanto basta, Sarti sarebbe incapace di risolvere i casi. Un investigatore a metà, ma che si eleva a Don Chisciotte dei più deboli.

Sarti Antonio fu, ad un certo punto, “soppresso” dall’autore (in Stop per Sarti Antonio, Cappelli, 1987). In un un articolo scritto proprio da Macchiavelli, si parlava di un critico che scrisse a questo proposito: “Il sergente colitico Antonio Sarti finalmente sparisce, muore ammazzato all’ultima pagina, e con lui speriamo spariscano anche gli altri piccoli attori che lo circondano (…) nel teatrino delle solite commedie provinciali”. Ma poi, su pressione degli stessi lettori, dovette essere riportato in vita. Sarti Antonio è entrato anche nel fumetto (Orient Express) con una serie di avventure tratte dai romanzi.
A quel punto, penso che all’inizio della creazione di un personaggio, l’autore potrebbe avere tante storie da raccontare, ma se e quando è giusto fermarsi?
Sono i lettori, che vogliono leggere all’infinito di quel personaggio? Sono gli editori che spingono per tenerlo in vita? Allora in teoria dovrebbe essere immortale, come in fondo è stato il commissario Montalbano per Camilleri, un personaggio che in vent’anni non è mai invecchiato e in vent’anni non ha mai stancato.
Scrive Macchiavelli sul suo sito: 33 racconti per trent’anni della mia vita, per leggerlo ci vorrà la carrucola. Ogni grammo di questo libro vale la pena di essere tenuto fra le mani.
Da non perdere, per rendersi conto di come la potenza di una storia possa essere condensata in poche pagine e rimanerne immediatamente invischiati. Questa è letteratura allo stato puro.

Cecilia Lavopa