Lorenzo Beccati – Il pescatore di Lenin

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Editore Oligo Edizioni
Anno 2021
Genere Giallo
260 pagine – brossura e epub


Un uomo anziano, alto, magro, lineamenti spigolosi. Capelli bianchi folti, barba trascurata, non più agile, l’età e due protesi all’anca l’hanno rallentato, ma sempre determinato. Viene da molto lontano, l’Australia, attirato da un misterioso richiamo, neppure fosse una caccia al tesoro, che ha scatenato i ricordi, la curiosità e la voglia di scoprire il paese dei suoi avi, la storia della famiglia. Non gli mancano i soldi e a ottantadue anni forse è l’ultima occasione per farlo. Un taxi e la sua prima tappa obbligata è il caffè Vuotto dove in risposta alla lettera che mostra quasi un lasciapassare, il barista gli porge un pacchetto. Nel pacchetto c’è un libro. Non è nuovo ma in buono stato. Legge il titolo: Il pescatore di Lenin. Si siede all’aperto davanti all’intenso colore azzurro del mare.
I vecchi divorano il tempo e lui non vuole aspettare un minuto di più. Inforca gli occhiali, lo apre e incomincia a leggere. É in italiano. Ma per lui è facile, lo sa, suo padre, Giuliano, lo parlava sempre in casa, parlava anche in dialetto…
Quel libro è come uno scrigno che si apre davanti a lui, uno scrigno che racconta uno strano quasi impossibile legame passato, una specie di rispettosa amicizia? Forse e comunque di qualcuno, un uomo vero, tangibile, importante, pericoloso, che forse ha giocato e incanalato una vita.

E tutto nacque a Capri, nella perla del Mediterraneo, quell’isola unica al mondo, esempio di quasi irreale bellezza, quella specie di paradiso, un luogo che dai tempi dei grandi imperatori romani era meta di nobili, teste coronate e celebri stelle della Belle Epoque. A Capri, che all’inizio del Novecento era diventata la culla e una sorta di rifugio delle élites borghesi di Europa.
Soprattutto ospitava una specie di scuola, colonia di tedeschi e di esuli russi, una pseudo corte dei miracoli composta da intellettuali e artisti, che coltivavano a Capri grandi ideali di libertà e di utopia in vista della rivoluzione. E infatti nell’agosto del 1909 prese il via quella che fu chiamata «Scuola di Capri», sintesi della vera sigla: «Scuola della tecnica rivoluzionaria per la preparazione scientifica dei propagandisti del socialismo russo». Sia Lenin che Gorkij, al di là della retorica rivoluzionaria e dai faraonici appelli alle masse, sapevano bene che la rivoluzione sarebbe stata frutto di un’ élite intellettuale borghese, se non aristocratica.
La storia dice che, tra il 1908 e il 1910, Lenin trascorse due periodi a Capri, soprattutto con l’intento di ricucire lo strappo con il gruppo di intellettuali. La loro scuola di rivoluzione bolscevica, secondo Lenin, contrastava con le direttive del partito. Già pensava a quello che fu poi veramente?
La celebre foto della partita a scacchi di Lenin e Bogdanov, con Gorkij a testimone, fu giocata durante il soggiorno di Lenin sull’isola. Ciò nondimeno appare certo che le giornate del futuro padre dell’Unione Sovietica trascorsero tra gite in barca ai faraglioni, lunghe nuotate, riunioni famigliari , passeggiate, tra intensi exploits amorosi dopo l’arrivo a Capri di Elizaveta – ormai conclamata sua amante in carica e in seguito anche consigliera politica, e cene di gala sul panfilo degli industriali dell’acciaio Krupp. Sua guida, spalla seguace ma anche vittima predestinata sarà Anto ‘o muto, l’unico caprese che sa spiegarsi con gli stranieri. L’uomo a cui da ragazzo hanno martoriato la lingua, rendendogli impossibile comunicare con la parola. Il pescatore solitario e anarchico e verace, che con la sua generosa e disinteressata caparbietà diventerà suo amico. Anto il caprese è un uomo vero, retto, di parola, capace di grande devozione ma con i suoi ideali riuscirà a sconvolgere la coscienza di Lenin.

Con lui il russo scoprirà alcuni splendidi lati sconosciuti dell’isola partenopea, a tratti oscuri come la processione dei morti di evidenti reminiscenze pagane che scuotono e suscitano inquietudine nella sua anima rivoluzionaria. Il tutto è pervaso da un enigma: perché Lenin andò a Capri?
Sappiamo che a giugno del 1910 Lenin lasciò Parigi per Capri, per raggiungere Maksim Gor’kij che, sappiamo già, da tempo viveva sull’isola. I motivi della partenza di Lenin da Parigi non erano palesi Non c’erano ragioni di salute, cause politiche, motivi finanziari o familiari per giustificare il suo viaggio. Ma forse con l’aiuto di questo romanzo riusciremo a intuire alcune possibili ragioni: Lenin aveva scelto Capri come rifugio. Forse sperava, cambiando radicalmente la sua vita di superare la profonda crisi esistenziale e politica che lo affliggeva. Ma durante il suo soggiorno accadde qualcosa di talmente decisivo da rovesciare ogni sua aspettativa e speranza contribuendo a determinare in tal modo la successiva storia dell’scorso secolo scorso e dell’attuale?

In questo libro, che si serve di una storia particolare, di un plausibile frammento di vita di Lenin e di un imprevedibile gesto di ribellione provocato dalla sua paradossale dissertazione di filosofia politica, la figura del rivoluzionario russo emerge in tutta la sua complessità, alla vigilia delle immani tragedie storiche… a venire.
Una lucertola azzurra, donata da Anto a Lenin, in ricordo di una gita ai Faraglioni, pareva aver cementato una comunione di idee e un’amicizia. Un dono allora forse immeritato. Mentre oggi un libro, donato a un australiano, ignoto discendente di Anto il muto, riesce a mischiare il presente con gli albori del XX secolo, e a restituirci una bella storia d’amore, di ribellione e soprattutto d’amicizia tra due uomini importanti, forse molto simili, affini?

Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Lorenzo Beccati, autore televisivo e scrittore. Collaboratore stretto di Antonio Ricci, è noto per i suoi doppiaggi e per essere stato la “voce” del Gabibbo nel programma televisivo “Striscia la notizia”. Sua è anche la voce che doppia molti episodi di Paperissima. Ha raccontato un aneddoto secondo il quale la voce del Gabibbo sarebbe in realtà quella di un ex-ergastolano che lavorava come piastrellista. Nel corso di una carriera televisiva che data agli inizi degli anni Ottanta, ha ricevuto numerosi riconoscimenti.