Frédéric Dard – Prato all’inglese

327

Editore Rizzoli / Collana narrativa straniera
Anno 2022
Genere noir
224 pagine – brossura e epub
Traduzione di Elena Cappellini


Frédéric Dard è stato uno scrittore francese, autore della serie poliziesca del commissario Sanantonio. È uno dei più famosi romanzieri del genere noir della seconda metà del XX secolo. E’ stato anche uno dei più prolifici, ha scritto più di trecento romanzi in tutta la sua carriera. È in atto una riscoperta internazionale della sua vastissima opera inaugurata in Italia da Rizzoli con Gli scellerati (2018), Il montacarichi (2019) e I bastardi vanno all’inferno (2021). E ora Prato all’inglese (2022).
Leggere Prato all’inglese è stato come intraprendere un viaggio attraverso un sentiero che porta in cima ad una montagna, non per la difficoltà che questo comporta, ma per la bellezza del panorama che man mano che si sale si aprirà alla nostra vista.
Quando si è alla base della salita non abbiamo ancora idea di quello che ci aspetterà, se quello a cui andremo incontro soddisferà i nostri sogni da scalatori. Così è quando iniziamo un nuovo libro. Siamo all’inizio e siamo curiosi di sapere che cosa ci aspetta tra le sue pagine.

L’inizio di Prato all’inglese è la storia dell’incontro fortuito (?) in vacanza a Juan-les-Pins tra Jean-Marie Valaise – un agente di commercio francese – e Marjorie Faulks inglese. Entrambi sono accompagnati, ma certo questo non evita loro di incontrarsi durante una mattina per un equivoco e poi di ritrovarsi durante la serata al casinò. C’è la curiosità dei nuovi incontri, il fascino della novità che si insinua nella mente e che fa il suo lavoro di persuasione, il desiderio di quella libertà che a volte può sembrare negata o quantomeno limitata. E, allora, cosa c’è di meglio che lasciarsi prendere per mano verso una nuova avventura?
Ecco, l’inizio non mi ha catturato in pieno, era come essere ancora alla base della montagna e mi chiedevo a cosa avrebbe portato quell’incontro.
Proseguendo ritroviamo Jean-Marie che ha ricevuto una lettera da Marjorie che lo invita a raggiungerla ad Edimburgo. Pronto a partire raggiungerà la Scozia e da qui si aprono degli squarci. Stiamo risalendo il sentiero e il panorama si apre a noi.

Così la storia entra nel vivo, nel vivo della tensione e della suspense, nel saper catturare il lettore nei meandri di una vicenda che per Jean-Marie diventa surreale. Diventerà il protagonista all’interno di circostanze che definire kafkiane è poco. Un omicidio che lo terrà sul filo del rasoio e che lo porterà a vivere un vero e proprio squilibrio mentale, Marjorie che sfuggevole giocherà con lui al gatto e al topo, il vagare per Edimburgo solo e stranito desiderando di poter fuggire al più presto, sperare che presto il tutto abbia fine, qualsiasi fine purché si metta un punto, avere tutto e tutti contro perché ogni cosa non depone a suo favore, anzi, non può essere che lui il colpevole, non potrebbe essere altrimenti. Una trappola che lo terrà stretto a sé fino a quando non si arriva in cima e lo squarcio è totale, il panorama è limpido davanti a noi, tutto è chiaro, la trappola perde il suo potere, la stretta è annientata. E quando si è lassù si intuisce anche altro. Quando arrivi ad un finale che ti riconsegna la libertà che si è così temuto di perdere, la visione cambia prospettiva. Quello che fino ad ieri pensavamo fosse la nostra prigione in realtà non lo era, quello che potrebbe avere il fascino di una nuova condizione può nascondere tranelli che ci possono costare caro.
Come durante una partita a scacchi, le mosse e le contromosse fanno da padrone, spiazzano il lettore, lo lasciano incantato e lo immergono in una lettura avvincente e appassionante.

Che gran bel libro Prato all’inglese!
Ha quelle atmosfere noir che tanto apprezzo, quell’eccellente stile di scrittura che fa gradire appieno la lettura, quei colpi di scena che danno la giusta impronta, quella capacità dei noir di saper descrivere le paure che dobbiamo affrontare in determinate situazioni e come riusciamo o non riusciamo a gestirle quelle paure, quel trovarsi a vivere qualcosa che non avevamo previsto e che rischia di capovolgere la vita fino a cambiarla in maniera definitiva. E poi c’è lo squarcio finale e il ritornare a respirare guardando davanti a sé per lo scampato pericolo.

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Frédéric Dard (1921-2000) ha iniziato a pubblicare romanzi negli anni Quaranta. Il grande successo sarebbe arrivato però più tardi, con lo pseudonimo San-Antonio. È in atto una riscoperta internazionale della sua opera, vastissima, inaugurata in Italia da Rizzoli con Gli scellerati (2018), Il montacarichi (20219) e I bastardi vanno all’inferno (2021).