Alessandro Morbidelli – I figli dei chiodi

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Editore Vallecchi Firenze
Anno 2023
Genere Noir
328 pagine – brossura e ebook


Un piccolo paese della Puglia, nel 1989, fa da scenario a Mina e Cosimo, due adolescenti figli di un boss della criminalità : don Vito Campani. Il boss domina su tutti e tutti ne hanno paura. La “famiglia” è vasta ed ha la sua illegale gerarchia. Don Vito decide su tutti. Decide la posizione che gli altri assumono in questa piramide mafiosa, decide ciò che devono fare, decide chi è capo e chi sta sotto. Decide, insomma, e dopo aver deciso attribuisce un chiodo ad ognuno; un chiodo…simbolo di appartenenza alla famiglia, segno distintivo di dedizione totale. Mina e Cosimo hanno degli amici: Rosa, Carlino e Sergio.

Insieme, vivono momenti di spensieratezza, correndo lungo il fiume dell’ innocenza. Ma il terribile destino di Rosa interrompe questa magia e induce gli amici alla vendetta contro chi le ha fatto del male dopo averla avviata sulla strada della prostituzione. Comincia, così, per loro una nuova vita fatta di nuovi orizzonti, altrove o nello stesso luogo, di ribellione o di sottomissione. La scena, nel tempo, abbandona la Puglia e si sposta a Milano. Qui, con nuovi personaggi, nuove storie e nuove vendette, la trama si annida e si scioglie come un grande gomitolo di spago sottile, capace anche di non districarsi mai più.
L’autore, con una narrazione incisiva e al tempo stesso elegante, ci regala un libro d’effetto, partendo dalla contrapposizione evidente tra bene e male, rappresentata da Cosimo e sua sorella Mina – figli del boss del paese Pugliese e destinati ad emergere nel mondo criminale e a dettare le regole – e da Sergio, Carlino e Rosa – impotenti e figli di impotenti , destinati al nulla. Cosa accadrà ai cinque giovani lo si scopre solo inseguendo questa storia forte e cruda, avvincente e decisa.

Inseguendo, sì, perché la narrazione è ritmata al punto da far credere al lettore di essere all’inseguimento delle vicende dei personaggi, anch’essi abilmente descritti e carichi di personalità.
Un romanzo che, come un polipo, avvolge l’animo di chi legge nei suoi tentacoli, a volte senza via di scampo. Ma c’è anche l’amore, a ricordare che spesso il male si può superare, risalendo lungo le pareti del buco nero della malavita e trovando il coraggio di inseguire (anche qui) la redenzione. Il doppio livello temporale della narrazione rende la storia variegata e mai noiosa, interessante e mai banale.
Alessandro Morbidelli ci regala un romanzo definito di formazione, che considera l’amore l’unica via di fuga dal male, e ci dà la possibilità di analizzarci e capire quanto siamo disposti a rischiare per amore e con amore.
Chi ama possiede una leva per sollevare il mondo da tutte le nefandezze solo che, nella maggior parte dei casi, non ne è consapevole. Questo romanzo consegna al lettore, insieme a un finale inaspettato – come tutti i perfetti romanzi neri – la consapevolezza che il male esiste, soprattutto nell’apparente bene della propria coscienza.

Brunella Caputo


Lo scrittore:
Alessandro Morbidelli nasce nel 1978 ad Ancona. È libero professionista e docente accademico. Ha pubblicato i romanzi Ogni cosa al posto giusto (Robin Editore), Storia nera di un naso rosso (Todaro) e Trenta cani e un bastardo (Todaro). Dal 2020 è presidente di giuria del Concorso Letterario Città di Grottammare per quanto riguarda la sezione Racconto Breve e direttore artistico del Festival Lacrima in Giallo (www.lacrimaingiallo.it) di Morro D’Alba in provincia di Ancona.