Davide Longo – Requiem di provincia

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Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2023
Genere Giallo
pagine – brossura e ebook


Siamo a Casalforte, un centro della periferia di Torino. Un noto imprenditore viene colpito alla testa da un colpo di pistola, che lo manda in fin di vita. Un vicino troppo curioso ode lo sparo e dallo spioncino scorge una persona armata sul pianerottolo alla ricerca di qualcosa. La persona armata si accorge di essere spiata e minaccia con la pistola il vicino dallo spioncino. A parte la testimonianza dell’inquilino impiccione, non c’è alcuna pista, nessun movente, nessun indizio. Solo piccole tracce per la sezione omicidi della questura di Torino. È il 1987 e il titolare delle indagini è il commissario Corso Bramard affiancato dall’ispettore Vincenzo Arcadipane e a chiudere la squadra, Pedrelli e Mario.

Osservando il modo di operare di Arcadipane e Bramard descritto dal loro autore non si può non notare la netta contrapposizione dei due: Corso osservatore, riflessivo, eccessivamente meticoloso nello studio non solo delle scene del crimine ma di tutto ciò che lo circonda; Vincenzo pratico, istintivo, uno che agisce “di pancia” e che sembra avere una certa insopportazione verso gli altri. Cosa accomuna i due? Lo “shining”, una scintilla, quel qualcosa in più che hanno le menti geniali.
Scoprire chi ha attentato alla vita di Delarue aprirà un “vaso di Pandora” scomodo, al punto da provocare depistaggi. Si scaverà in un passato apparentemente non inerente al caso. Si troveranno riferimenti alla “Torino – bene” e alle sue perversioni. Si parlerà di arte e di come possa deviare la percezione della realtà su alcuni soggetti. Ci saranno rei confessi, forse troppi e “teste che salteranno”.

Non è stato facile leggere Requiem di Provincia dopo aver “vissuto” le vicende di Corso Bramard e di Vincenzo Arcadipane nella loro età più che adulta. Con questo balzo nel passato, Longo torna al momento in cui Corso segue la sua ultima indagine come commissario e decide di lasciare la polizia. Il Bramard di fine anni Ottanta è un uomo devastato emotivamente, trasandato e alcolizzato. Arcadipane nel 1987 è ispettore della squadra omicidi con una tesi quasi pronta per essere consegnata. È single e ha un incontro “indispensabile” che forse cambierà la sua vita.

In questo libro c’è veramente tanto: la storia innanzitutto, ricca di citazioni, intrecci studiati fin nei minimi dettagli e sbrogliati con arte; la contestualizzazione puntuale carica di riferimenti alle vicende di quegli anni; i personaggi forti e reali… mai viene in mente che siano frutto di fantasia; l’ironia intelligente e sottile; ultima ma non per importanza la scrittura che è gradevole e a mio parere soddisfa le esigenze di lettura dei lettori più raffinati. Per chi ha letto i romanzi precedenti: in questo romanzo c’è un piccolo tributo a quello che un giorno sarà Trepe’ ma non dico altro…

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Davide Longo è nato a Carmagnola nel 1971 e vive a Torino. Tra i suoi romanzi ricordiamo Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos 2001, Feltrinelli 2019), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004, Feltrinelli 2016), L’uomo verticale (Fandango 2010, Einaudi 2022). La serie con protagonisti Vincenzo Arcadipane e Corso Bramard, che ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, comprende finora Il caso Bramard (Feltrinelli 2014, Einaudi 2021), Le bestie giovani (Feltrinelli 2018 con il titolo Cosí giocano le bestie giovani, Einaudi 2021), Una rabbia semplice (Einaudi 2021), La vita paga il sabato (2022) e Requiem di provincia (2023).