Lorenzo Mazzoni – Nero Ferrarese

809

Editore Pessime Idee edizioni
Anno 2020
Genere Noir
224 pagine – brossura e epub


Pietro Malatesta lo conosciamo, è un poliziotto anomalo, disincantato, che non si ferma davanti alle convenzioni e che nell’eterna lotta contro i superiori non rinuncia alla propria umanità. Un giusto che lavora per un’organizzazione ingiusta, come ama dire di se stesso. Ex Ultras della Spal, quindi picchiatore redento, ha una sorta di adorazione per Ferrara, la sua città, che la politica e i tempi grami stanno distruggendo.
Nero Ferrarese è un’ulteriore evoluzione nella storia di questo personaggio che meriterebbe maggiore attenzione da parte dei lettori italiani. Gli attentati che insanguinano le strade, i comunicati che scimmiottano quelli dei NAR, l’assurdità di una violenza fondata sulla differenza di idee e di propositi, lo mettono questa volta sulle tracce di un paio di assassini, gli Spontaneisti Armati Combattenti, che, pur apparendo conformisti, sono crudelmente determinati (in questo, figli dei nostri tempi) nell’inseguire una dottrina aberrante.
Assieme a lui il fedele, quasi amico, il sovrintendente Gavino Appuntato, uomo di Sardegna e di grande umanità. La prima vittima è un giovane fascistello senz’arte né parte, la seconda un politico della Lega. Ma l’escalation è dietro l’angolo e Malatesta, distratto dalla bella Gaia, dovrà correre per dimostrare che i suoi superiori, come sempre, non hanno capito un tubo.

Lorenzo Mazzoni è un autore originale, dalla scrittura fluida e dai contenuti interessanti. Malatesta è il suo cavallo di battaglia, ormai all’ottava avventura, ma nel passato ha saputo sorprendere con romanzi altri, Quando le chitarre facevano l’amore e Il muggito di Saraievo, per citarne un paio, nei quali è riuscito a piegare la storia, muovendosi tra le sue spire con una straordinaria sicurezza. Ho sempre amato Eric Ambler, anche più di Graham Greene, e mi capita spesso di ritrovarlo nei romanzi di Mazzoni. Ne percepisco l’ironia feroce, lo humour, la capacità straordinaria di rendere reale ciò che inventa. Anche l’impegno politico è importante, la denuncia del degrado, i fascismi striscianti che nella nostra società sembrano ormai salire liberi alla luce del sole.

Una certa, blanda anarchia, propria dello scrittore Mazzoni, la si ritrova nel suo personaggio. Pietro Malatesta non ama scendere a compromessi, non fa la morale a nessuno, e va per la sua strada. L’editoria è come la periferia di Ferrara, un ambiente difficile, pieno di buche e di angoli scuri. Bisogna sapersi destreggiare, senza cedere alle facili lusinghe. Questo, sono i libri di Lorenzo Mazzoni, una ricerca continua in una direzione ben definita. I suoi romanzi ci insegnano soprattutto una cosa: che bisogna andare avanti per raccontare le proprie storie, quelle che abbiamo dentro, che sanno trasformare ciò che scriviamo in una materia viva.

Enrico Pandiani


Lo scrittore:
Lorenzo Mazzoni, giornalista de Il Fatto Quotidiano, è nato a Ferrara nel 1974. Ha abitato a Londra, Istanbul, Parigi, Sana’a, Hurghada e ha soggiornato per lunghi periodi in Marocco, Romania, Vietnam e Laos. Scrittore, saggista e reporter ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui Apologia di uomini inutili, Quando le chitarre facevano l’amore – con cui ha vinto il Liberi di Scrivere Award – Un tango per Victor, Il muggito di Sarajevo, In un cielo di stelle rotte. Diversi suoi reportage e racconti sono stati pubblicati su Il Manifesto, Il Reportage, East Journal, Scoprire Istanbul, Reporter e Torno Giovedì.
È docente di scrittura creativa di Corsi Corsari e consulente per diverse case editrici. Nel 2015 è entrato a far parte di Mille Battute, un contenitore culturale di esperienze umane che promuove workshop di scrittura, reportage e fotografia in giro per il mondo.